Messina: il Conclave di De Luca nella “selva oscura”

Se il ” salva Messina” dovesse poi significarsi nella dichiarazione di dissesto per il Comune di Messina e per la Città Metropolitana, probabilmente ” la selva diventerebbe sempre più oscura”, e chissà quanti eoni dovremmo attendere per “riveder le stelle

 

L’ex “Caudillo” di Fiumedinisi e di Santa Teresa Riva, che vorrebbe esportare il modello monocratico nella città di Messina, nel suo comizio-fiume non ha trovato il tempo per chiarire alcuni suoi atteggiamenti e comportamenti che rendono ancora più intricata la “selva oscura” di cui parla nella sua relazione di inizio mandato. Difatti, nel suo mega galattico programma elettorale aveva previsto l’abolizione, tout court, delle Circoscrizioni, ritenendole “inutili, dispendiose e poltronifici” tanto che aveva deciso di non presentare liste per queste istituzioni.

Dopo la sua elezione, però, i neo-eletti Presidenti delle Circoscrizioni gli hanno consegnato (in maniera irrituale al posto del Sindaco uscente) la sciarpa che dovrà essere indossata in tutte le manifestazioni ufficiali, sottoscrivendo successivamente un documento di appoggio all’azione amministrativa del Sindaco stesso.

Inoltre, il Sindaco di Messina, in uno dei suoi proclami sul web, ha definito i Consiglieri Comunali (per la gioia dei suoi fanpancisti di Facebook) “asini che volano” a causa di contrasti su alcuni adempimenti di competenza del Consiglio Comunale, lodandone però, dopo l’approvazione del nuovo regolamento del Consiglio stesso, l’atteggiamento responsabile e costruttivo. Nel mentre annuncia dimissioni che si dilatano nello spazio e nel tempo, coinvolge i Consiglieri Comunali in un “Conclave” in cui entreranno peccatori o penitenti, ed, a secondo del loro grado di accettazione delle misure per ritornare sulla “retta via”, verranno beatificati o condannati alla Geenna.

Ed ancora: dopo aver approvato e fatto approvare dal Consiglio Comunale il Bilancio Poliennale 2018-2020, che contiene anche interventi legati al Piano di riequilibrio decennale avviato dall’amministrazione Accorinti, paventa il possibile ricorso al dissesto finanziario, che è di competenza del Consiglio Comunale, sostenendo che il piano di riequilibrio è stato elaborato su dati e cifre false.

Ma viene da chiedersi, se fosse così, come mai è stato approvato il Bilancio di previsione 2018-2020 con elementi finanziari relativi anche al piano di riequilibrio, se i contenuti di tale piano non rispondono ai criteri di veridicità? Credo che i cittadini messinesi, e sono tanti, che ancora continuano a ragionare con il proprio cervello, abbiano diritto ad avere delle risposte chiare e coerenti, comprese quelle riguardanti il preannunciato sigillo e tutela politica su tutta l’operazione Risanamento. Anche perché, se il ” salva Messina” dovesse poi significarsi nella dichiarazione di dissesto per il Comune di Messina e per la Città Metropolitana, probabilmente ” la selva diventerebbe sempre più oscura”, e chissà quanti eoni dovremmo attendere per “riveder le stelle“.

Michele Bisignano
Libero Cittadino