Calabria: parte il monitoraggio per favorire il contrasto alla violenza di genere

Dopo le vicende di Vibo Valentia è partito il monitoraggio per favorire il contrasto alla violenza di genere in Calabria

La vicenda della donna di Vibo picchiata e chiusa in un garage dai suoi tre fratelli è solo l’ultimo episodio di un vero e proprio stillicidio che coinvolge anche in Calabria migliaia di donne che subiscono violenza nelle varie forme, un dramma poco conosciuto, uno spaccato di sofferenza e di maltrattamenti che nella loro gran parte non vengono alla luce per carenza di denunce o perché quando vengono intercettati dai vari soggetti istituzionali competenti non sono censiti per la mancanza di un sistema  organico di monitoraggio  Per questo motivo il Consiglio regionale della Calabria  ha istituito l’osservatorio regionale sulla violenza di genere attraverso la legge 38 del 2016  a cui ha dato in particolare la funzione di procedere all’attivazione di questo fondamentale strumento di rilevazione  attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai Centri antiviolenza, dalle forze dell’ordine, dagli EE.LL., dalle Aziende Sanitarie Provinciali, dai servizi territoriali e da altri soggetti, al fine di realizzare una sinergia tra tutti gli attori coinvolti per sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alla violenza stessa e per armonizzare le varie metodologie di intervento adottate nel territorio. I dati disponibili in atto sono infatti parziali, forniti in genere solo dai centri anti violenza, o non aggiornati come quelli dell’Istat fermi all’anno 2014. L’obiettivo che l’osservatorio si propone  è quello di attivare un monitoraggio  che permetta una lettura strategica del problema, una visione d’insieme,  con possibilità di indicare azioni d’intervento specifiche ed efficaci. Un osservatorio privilegiato per permettere alla Regione e a tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel contrasto alla violenza di genere di monitorare i diversi aspetti del fenomeno e combatterlo con mezzi adeguati

il monitoraggio potrà contare sulla collaborazione dell’Istat, rappresentata dall’esperto Domenico Tebala e dalla docente dell’UNICAL Patrizia Surace che saranno presenti, assieme all’assessore regionale al Welfare Angela Robbe al primo incontro con i vari attori istituzionali e sociali con i referenti delle forze dell’ordine impegnati su questo fronte e che servirà a elaborare delle linee guida condivise sull’ attività di monitoraggio e su possibili protocolli d’ intesa

Il coordinatore dell’osservatorio Mario Nasone auspica una collaborazione la più ampia possibile per raccogliere attraverso gli opportuni indicatori tutti quei dati che possono favorire l presa di coscienza sul fenomeno in Calabria ed una conseguenziale azione di contrasto attraverso un lavoro di rete tra istituzioni e società civile.