Calabria, Forza Italia: “necessario adeguamento della statale 106”

“L’adeguamento della statale 106? Essenziale per la Calabria ed il Meridione”. Forza Italia a sostegno dell’opera: “chieste spiegazioni sui ritardi nell’avvio dei cantieri”. Interpellanza del consigliere regionale Gallo, i deputati Occhiuto e Santelli interrogano il Governo

“L’ammodernamento della strada statale 106 è essenziale per la Calabria e l’intero Meridione d’Italia”. Forza Italia non ha dubbi e scende in campo per chiedere conto dei ritardi caratterizzanti l’apertura dei cantieri del terzo Megalotto “Sibari-Roseto Capo Spulico”, data per imminente lo scorso Maggio dall’amministratore delegato dell’Anas e dal presidente della Regione eppure ad oggi ferma al palo. Il tema è al centro di due distinti ma concettualmente simili atti ispettivi: uno sotto forma di interpellanza, già depositato dal consigliere regionale Gianluca Gallo, capogruppo della Cdl. L’altro, un’interrogazione diretta al ministro delle infrastrutture, sarà presentato nelle prossime ore dal deputato Roberto Occhiuto, vicepresidente del gruppo forzista alla Camera, e dalla sua collega di gruppo Jole Santelli.

L’intervento di Gallo, Occhiuto e Santelli prende le mosse dalla ricostruzione della travagliata vicenda riguardante l’ammodernamento della statale ionica tra Sibari e Roseto, un cammino avviato nel 2001 e che, nelle settimane passate, sembrava prossimo ad una felice conclusione, dopo l’approvazione – da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica – del progetto definitivo e della relativa copertura finanziaria, fissata in 1,335 miliardi di euro destinati alla realizzazione di un nuovo tracciato con doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia in un tratto di 35 chilometri oggi anche parzialmente inserito nel cuore di alcuni paesi dell’alto Ionio cosentino, lungo l’asse che dovrebbe unire il corridoio adriatico a quello tirrenico attraverso lo snodo di Sibari, dove a fatica si sono di recente portate a compimento le opere per il rifacimento della statale 534, anello di congiunzione con la A2 “Salerno-Reggio Calabria”. «Gli ostacoli più rilevanti, consistenti nella definizione del tracciato e nell’individuazione delle risorse economiche necessarie – ricordano Gallo, Occhiuto e Santelli – erano stati superati, mitigando sia l’impatto finanziario sia le possibili ripercussioni di carattere ambientale. Eppure, ciononostante, un’opera da lungo tempo attesa dalle popolazioni e dagli enti locali, sembra essere improvvisamente finita nel dimenticatoio». In particolare, sottolineano Gallo, Occhiuto e Santelli, «quando tutto sembrava pronto per l’avvio delle attività, le stesse hanno subito nuovi ritardi e rallentamenti, incomprensibili alla luce degli impegni pubblicamente assunti a Sibari, il 9 Maggio scorso, dall’amministratore delegato di Anas e dal presidente della Regione, che nel corso di una cerimonia solenne quanto le promesse elargite in campagna elettorale davano per imminente l’inizio dei lavori» Invece, ad oggi, «nulla è dato sapere ed anzi, come denunciato dall’associazione “Basta vittime sulla statale 106”, titubanze e ripensamenti sarebbero da ricondurre alla presunta contrarietà all’opera di deputati e senatori calabresi del M5S e del ministero alle infrastrutture». Continuano Gallo, Occhiuto e Santelli: «Ci rifiutiamo di credere che possano esistere in Calabria forze politiche ed istituzioni contrarie ad investimenti del genere, che oltre a restituire sicurezza alla viabilità ed a rompere l’isolamento al quale la Sibaritide e l’intero territorio regionale sono da sempre costretti, consentirebbero anche di dare una boccata d’ossigeno all’economia locale. Per questo chiediamo chiarezza». Una richiesta indirizzata al presidente Oliverio come al Ministro Toninelli. «La Regione – pungono Gallo, Occhiuto e Santelli – solitamente loquace, negli ultimi mesi, con riferimento al tema, si è trincerata dietro un insolito mutismo. Dal Ministro, invece, nonostante le sollecitazioni, non è ancora giunta una parola che fosse una. Ci dicano cosa hanno in mente di fare e se, per caso, intendano rinunciare ai finanziamenti stanziati in favore dell’opera. Ai calabresi si devono non silenzi e indifferenza, ma coraggio e verità».