L’Avis Lombardia in visita all’Unità di Raccolta Sangue di Reggio Calabria

A Palmi un incontro tra l’Avis Calabria e l’Avis Lombardia per discutere delle sfide future

Una bella pagina di amicizia tra l’Avis Calabria e l’Avis Lombardia è stata scritta tra Palmi, Reggio Calabria e Gioia Tauro. A seguito dell’incontro intitolato “Lombardia e Calabria: due modelli organizzativi a confronto”, svoltosi presso il Grand Hotel Stella Maris, sito in Contrada San Gaetano di Palmi, organizzato dall’Avis Calabria, con il patrocinio di Avis Nazionale e con il contributo di Avis Provinciale Reggio Calabria e Avis Comunale Reggio Calabria, ha avuto luogo la visita presso l’Unità di Raccolta Sangue di Reggio, sede dell’Avis comunale reggina, la più antica della regione che il prossimo anno compirà 65 anni di attività. Il presidente dell’Avis lombarda, Oscar Bianchi, accompagnato da una delegazione di dirigenti e volontari ha visitato i locali dell’unità di raccolta reggina che dal 2014 ha sede in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Le prime esperienze che legano la donazione del sangue, quale attività posta al servizio della collettività e a tutela del bene pubblico Salute, e il riutilizzo sociale e collettivo dei beni confiscati, hanno avuto luogo proprio in Calabria, a Gioia Tauro e a Reggio, anche sedi di due delle 70 unità di raccolta sangue della regione e tappe delle visita della delegazione avisina lombarda.

“Nonostante i 1000 chilometri di distanza, qui ci siamo sentiti a casa. Abbiamo avuto modo di conoscere persone che hanno davvero l’Avis nel sangue. Torniamo su, portando con noi tutto il calore e l’accoglienza che ci sono stati riservati, forti della consapevolezza che la sfida sempre aperta è quella di essere sempre all’altezza dei donatori e delle persone malate”, ha commentato il presidente dell’Avis Lombardia Oscar Bianchi. Di importante momento di condivisione e partecipazione ha parlato anche il presidente dell’Avis Calabria Rocco Chiriano. “E’ stato particolarmente significativo confrontare i modelli organizzativi delle due Avis solo geograficamente lontane e che, seppur con numeri differenti per via delle dimensioni dei territori, condividono sfide e obiettivi ma soprattutto l’amore per prossimo, lo spirito di servizio e la passione civile che anima i donatori”.

Particolarmente contenta di aver accolto gli amici della Lombardia presso la sede reggina, unitamente ad una rappresentanza del consiglio direttivo, la presidente dell’Avis comunale di Reggio Calabria, Myriam Calipari. “E’ stata una occasione preziosa di incontro e confronto di cui faremo tesoro; un tassello importante di un percorso di condivisione al quale continueremo a dare seguito. Questo momento conclusivo, infine, nel luogo in cui ogni giorno i donatori onorano la mission di solidarietà dell’Avis, tramutando in gesto concreto il loro ideale di dono e gratuita’, ha reso questo incontro ancora più significativo”, ha concluso la presidente dell’Avis reggina, Myriam Calipari.

L’incontro svoltosi a Palmi, a corollario del quale hanno avuto luogo le visite presso le unità di raccolta di Reggio Calabria e Gioia Tauro, ha costituito una preziosa occasione di incontro e confronto tra l’Avis Lombardia con le sue 12 sezioni provinciali, le sue 653 sezioni comunali e le quasi 500 mila sacche di sangue raccolte nel 2017, e l’Avis Calabria, con le sue 5 Avis provinciali, le sue 156 sezioni comunali e le 60 mila sacche raccolte nel 2017. Le due realtà regionali hanno riflettuto insieme sui temi dell’identità dell’Avis nell’ambito di un volontariato in continua evoluzione, in cui è vitale rafforzare i valori della Solidarietà, dell’Etica e della Gratuità del Dono, e sulle sfide che attendono l’associazione quali il raggiungimento dell’autosufficienza sostenibile, il rispetto del connubio tra qualità e sicurezza al quale si àncora l’accreditamento delle unità di raccolta sangue, la massima armonizzazione tra componente associativa e gestionale e dunque tra il rafforzamento della motivazione dei donatori e l’ottimizzazione delle risorse. Nel quadro dell’accordo Stato Regioni, il ruolo dell’Avis nella Medicina trasfusionale è ormai centrale e ciò costituisce per il volontariato Avis un motivo di forte e pregnante responsabilizzazione.

Dopo i saluti del presidente dell’Avis provinciale Nino Posterino e del consigliere nazionale per la Sicilia Dario Genovese, a seguito degli interventi introduttivi dei presidenti di Calabria e Lombardia, rispettivamente Rocco Chiriano e Oscar Bianchi, numerosi sono stati i relatori che si sono avvicendati al tavolo per illustrare dati e proposte e per condividere esperienze. Giuseppe Cambiè, direttore Sanitario, e Sonia Marantelli, responsabile area Formazione dell’Avis Regionale Lombardia hanno rispettivamente riferito del progetto di centro Studi e dell’Avis Academy, progetto di scuola di formazione per Dirigenti, mentre Stefano Venuti, referente Comunicazione dell’Avis provinciale di Milano, si è soffermato sugli strumenti di prenotazione della donazione. Sergio Boncompagni, referente informatico dell’Avis provinciale di Mantova, e Consolato Latella dell’Avis provinciale di Reggio Calabria hanno illustrato rispettivamente il progetto di informatizzazione regionale e l’organizzazione del sistema dei trasporti rispetto agli standard qualitativi.

Ed infatti la qualità, quale fattore interdipendente rispetto alla sicurezza, è stata tra le parole chiave della giornata di riflessione. Costanza Russetti, consulente UdR Cosenza e UdR Reggio Calabria e responsabile qualità UdR Provinciale Reggio Calabria-Gioia Tauro, ha illustrato l’importanza dell’adozione di un unico modello di gestione della qualità in Calabria, facendo eco a Franco Pietro Parrottino, presidente dell’Avis provinciale di Catanzaro, e a Francesco Pristerà che si sono rispettivamente soffermati sulla centralità dell’adozione di un unico sistema gestionale Avis in Calabria e sulla Tecnica necessaria per perseguire il mantenimento dei requisiti necessari a questo obiettivo. Strategiche anche le ricerche finalizzate all’individuazione di modelli organizzativi sostenibili. In questo senso l’Avis Lombardia ha portato la sua esperienza con il consulente Stefano Parimbelli che ha illustrato i progetti avviati con Cergas Bocconi per indagare il sistema di raccolta e l’organizzazione associativa in Lombardia.

Sulla mission dell’Avis in tema di etica e legalità, sulla necessità di riscoprire il valore del dono e della gratuità e della partecipazione, particolarmente efficace è stato l’intervento appassionato di Paolo Marcianò, vice presidente vicario dell’Avis Calabria. Infine il consigliere nazionale Avis per la Calabria, Mimmo Nisticò, ha illustrato l’esperienza pioneristica a Reggio di riutilizzo sociale di un immobile confiscato adibito a sede associativa e di unità di raccolta sangue dell’Avis.

Le conclusioni sono state affidate ai presidenti regionali che, tirando le fila dell’incontro, hanno tracciato le ipotesi di un futuro appuntamento per dare continuità a questa esperienza di confronto. Sulla formazione e sull’Avis Academy si è particolarmente concentrato il presidente dell’Avis Calabria Rocco Chiriano ed invece sull’Etica ha posto l’accento il presidente dell’Avis Lombardia Oscar Bianchi che ha rivolto a Paolo Marcianò e ad una delegazione calabrese, l’invito a partecipare al seminario che ogni anno in Lombardia si organizza per i giovani, ricordando la compianta presidente regionale Cristina Rossi.