Reggio Calabria, Repubblicani: “potenziamento voli Alitalia nel lungo termine potrebbe risultare dannoso per le casse della Regione”

Reggio Calabria, Repubblicani: “potenziamento voli dannoso per le casse della Regione”

“Nella giornata dell’11 settembre un comunicato Sacal ci informa che, grazie ad un accordo tra il presidente Sacal, Arturo De Felice, e i vertici Alitalia, al Tito Minniti saranno ripristinati tre voli giornalieri verso Roma e il volo giornaliero verso Milano. Torniamo a ribadire con forza che questi potenziamenti gioverebbero allo scalo solo nel breve termine mentre nel lungo termine risulterebbero inutili e dannatamente insensati, soprattutto per le casse della Regione. Qualcuno dovrebbe dire che tale accorto non può che essere giunto da un accordo economico che vede la Regione Calabria impegnata a pagare indirettamente Alitalia per volare a Reggio. I cittadini devono sapere fino a quando saranno confermati i nuovi voli e fino a quando l’accordo con Alitalia sarà vincolante. Durerà anche dopo le elezioni, e quindi, anche nel dopo Oliviero? Quanto è stato speso per ripristinare tali voli? I nostri amministratori non hanno la memoria corta, ma cortissima. Non possiamo non pensare questo visto che solo qualche anno fa Alitalia annunciava di abbandonare lo scalo reggino perché la Regione non aveva onorato i suoi debiti nei confronti della stessa (che ammontavano a due milioni). Continuare a sperperare denaro pubblico per inserire dei voli, già eliminati dalle diverse compagnie approdate all’Aeroporto dello Stretto in quanto risultati non convenienti, con il rischio di farli partire nuovamente senza passeggeri, è una follia. Tuttavia, in questa occasione, la campagna elettorale è più vicina, ci auguriamo almeno che lo sperpero sarà minore”. Lo scrive in una nota stampa Demetrio Giordano, segretario della sezione “R. Sardiello” del Partito Repubblicano Italiano di Reggio Calabria.

“Riaffermiamo con ancora più decisione che gettare dei soldi nel tentativo di sanare con delle cure palliative il malato aeroporto, non è la strada da percorrere. Serve con urgenza un piano industriale e strategico, questa è l’unica soluzione per salvare lo scalo. Solo creando un incastro tra la struttura aeroportuale e i nodi intermodali del territorio si avrà un’infrastruttura che sia calamita attrattiva di passeggeri, in grado di soddisfare la domanda di un bacino d’utenza individuabile con l’intera Area Metropolitana dello Stretto. Il problema non è aumentare i voli ma attirare i passeggeri in modo tale che l’infrastruttura possa risultare produttiva, funzionale e competitiva e, soprattutto, gestita secondo logiche di mercato”, conclude.