A Reggio Calabria un incontro dedicato alla FIAT Panda

A Reggio Calabria un incontro dedicato alla FIAT Panda, l’automobile tanto amata dagli Italiani che nel 1980 ha rappresentato la svolta della casa torinese

Con un incontro dedicato alla FIAT Panda, l’automobile tanto amata dagli Italiani che nel 1980  ha rappresentato la svolta della casa torinese nel rilanciare il proprio marchio, che si terrà martedì 18 settembre alle ore 17,30 presso lo Spazio Open (Via Filippini 23/25 angolo Via Giudecca), l’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con lo Spazio Open, apre la propria attività  autunnale proseguendo il ciclo di incontri dedicati al design italiano e ai suoi più autorevoli protagonisti. A parlare della Panda, un capolavoro del design italiano, sarà Claudio Sergi, responsabile design di Anassilaos che ripercorrerà le diverse fasi ideative e progettuali che porteranno alla nascita  della Panda. Il progetto per la realizzazione del nuovo modello di autovettura fu affidato all’Italdesign di Giorgio Giugiaro ed Aldo Mantovani. L’ideazione dell’aspetto formale venne realizzato in poche settimane con la denominazione iniziale di “Tipo Zero”. Poco dopo i due designer  iniziarono a collaborare con l’ufficio tecnico del Centro Stile Fiat, dove fu avviata la progettazione dell’autotelaio a trazione anteriore, siglato con il nome di “Progetto 141”. Venne fuori un veicolo innovativo e di “rottura” con il passato come si evince dalle soluzioni adottate: l’introduzione di un’estetica esterna caratterizzata da pannellature piane come il parabrezza, il portellone posteriore e le fiancate laterali e internamente  l’assenza totale di un cruscotto con rifiniture di pregio, sostituito dal compatto ed essenziale quadro comandi, montato sopra la scatola dello sterzo. L’idea ancor più innovativa fu per l’epoca la creazione della panchina posteriore per i passeggeri, costituita da due montanti in ferro a sezione circolare cava, ancorati ai supporti inferiori e superiori, posti all’interno delle fiancate uniti e foderati da un involucro di tela resistente che ne creava la seduta. Soluzione studiata ad hoc per convertire il mezzo da autovettura a piccolo furgoncino o da unità abitativa di fortuna, con pochissimi e facili movimenti manuali. Un’autovettura concepita dunque in modo da non fare lievitare i prezzi di vendita e  destinata a soddisfare i  gusti dei più  con soluzioni dinamiche ed economiche. La scommessa da parte della FIAT di “battezzare” il nuovo modello con un nome importante, come quello della PANDA,  fu vincente. Nei decenni successivi l’autoveicolo  ha subito numerosi restyling pur  mantenendo il suo carattere di vettura “spartana” e alla portata di tutti.