Reggio Calabria, FIL: ” il nostro Commissario fa e disfa la tela della Sanità regionale”

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Reggio Calabria, FIL: “la sanità ridotta ai minimi termini”

La Segreteria Provinciale della FIL si è riunita per discutere degli ultimi sviluppi legati alla “vicissitudini” dell’ASP di Reggio Calabria. Abbiamo ritenuto doveroso provare, per l’ennesima volta, a richiamare alle proprie responsabilità tutti gli attori di questa “farsa” che va in scena, ininterrottamente, da quasi 3 anni e mezzo, con buona pace di chi, non accettando critiche al proprio operato (o sarebbe meglio dire “inoperato”), cerca di screditare la Nostra azione. Partiamo dal DCA 166/2018 del Commissario Scura. Non è nostra intenzione, ne lo riteniamo di interesse per i lavoratori e per gli utenti, entrare nella polemica, tutta politica, relativa alla “facoltà” del Commissario di procedere alla sospensione dalle proprie funzioni del Direttore Generale Giacomino Brancati: ci interessa maggiormente far chiarezza sui contenuti “impliciti” del DCA in questione. Il Commissario Scura, che nel medesimo Atto destituisce anche il dott. Consolato Campolo quale attuatore del Piano di rientro, nelle motivazioni chiarisce anche la sorte toccata al famoso superconsulente, da Lui fortemente voluto, dott. Pietro Evangelista, che a dire del Commissario sarebbe scappato da Reggio dopo pochi mesi adducendo motivi personali. Oggi, leggendo fra le righe del DCA in questione, vien fuori che il dott. Evangelista fu costretto a lasciare l’incarico per il parere negativo espresso dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia e Finanze, parere che risulterebbe vincolante e, dunque, “fatale” anche per la nomina al medesimo incarico del dott. Campolo: di fatto il Commissario Scura smentisce se stesso e quanto da Lui asserito anche in una intervista resa al Corriere della Sera del 28 Maggio 2016. Siamo ormai arrivati al capolinea: come una novella Penelope il nostro Commissario fa e disfa la tela della Sanità regionale, mentre di Ulisse non si hanno notizie. Ma torniamo al DCA in esame. Nello stesso il Commissario Scura fa un lungo elenco di quelli che erano i compiti affidatigli con la Sua nomina, tralasciando però di indicare come non sia riuscito, in 3 anni e mezzo, a risolvere nessuna delle criticità indicate. Per questo la FIL aveva, a Marzo di quest’anno, presentato un esposto/denuncia alla procura della Repubblica, del quale però non ci sono noti gli esiti”. Lo scrive in una nota stampa la FIL.

“In ultima analisi, il Commissario richiama più volte il DL 159/2007 e la sua conversione con la L.222/2007, di fatto chiamando in causa la Regione: qualora: “…gli atti e le azioni posti in essere, valutati dai predetti Tavolo e Comitato, risultino inidonei o insufficienti al raggiungimento degli obiettivi programmati, il Consiglio dei Ministri,… nomina un commissario ad acta per l’intero periodo di vigenza del singolo Piano di rientro, con la facoltà, fra le altre, di proporre alla regione la sostituzione dei direttori generali delle aziende sanitarie locali ovvero delle aziende ospedaliere.“ Su questa parte non possiamo che essere d’accordo visti anche i numerosi Nostri richiami alla classe politica regionale e nazionale. In conclusione ci rivolgiamo nuovamente a tutta la deputazione di Senatori e Deputati calabresi eletti affinché venga finalmente scritta la parola “FINE” a questa esperienza fallimentare e si pongano le basi per rimediare ai guasti, passati e presenti, causati alla Sanità regionale e a quella provinciale in modo particolare“, conclude la nota.