Primo giorno di scuola a Messina: caos doppi turni alla San Francesco di Paola, genitori in panico fuori dai cancelli e traffico in tilt [FOTO e VIDEO]

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Primo giorno di scuola a Messina: i doppi turni alla San Francesco di Paola mandano in tilt genitori, alunni e anche la viabilità. Laimo: “Per le famiglie questi ritmi sono insostenibili”

Momenti di tensione stamani in uno degli istituti comprensivi sul territorio della quinta circoscrizione a Messina,  che si ritrovano a fronteggiare l’attuale situazione di “emergenza scuole”.

Secondo giorno di scuola a “singhiozzo, turni e tappe” per l’istituto San Francesco di Paola (plesso succursale) dove, verso le 10 circa, di questa mattina tutti i genitori presenti sul posto hanno vissuto momenti di panico: una folla di genitori al di fuori del cancello del plesso, cancello che da sulla strada dunque facile immaginare il risultato, caos veicolare e rischio di essere falciati.
Ad accendere i riflettori sulla vicenda è il Consigliere della V Circoscrizione Franco Laimo (Sicilia Futura), il quale parla di “situazione incresciosa e di turbamento per tutto ciò che riguarda il modus operandi che devono sopportare le famiglie ed i genitori dei piccoli scolari di tutte le scuole del nostro territorio.
Stamani lo scenario era un miscuglio tra bambini che entravano e bambini che uscivano dal plesso, classi confuse, la folla di genitori e bambini è arrivata fino al centro della carreggiata dove continuavano a passare le auto, una mamma ha smarrito per un attimo la propria figlia, un padre raccontava che se continua la la metodologia delle turnazioni, rischia di perdere il lavoro in quanto non si può andare avanti a ” permessi “, il tutto coadiuvato dal fatto che per questioni di sicurezza i genitori non possono oltrepassare la soglia del cancello, in quanto le unità all’interno del plesso devono essere 100.
Parecchi lamentano tale sistema, molti ritengono assurda la didattica ” delle 2 ore” , definita così da qualche genitore”.
Laimo aggiunge, forse proprio “per una maggiore sicurezza ed una migliore organizzazione sarebbe stato più opportuno aprire le porte degli istituti scolastici agli studenti (almeno dei più piccoli) solo quando tutto risulterebbe a norma, e la didattica possa riprendere a  pieno regime, oppure trovare soluzioni temporanee alternative e/o strutture che possano momentaneamente ospitare le classi.  È logisticamente impossibile per la maggior parte delle famiglie sostenere questi ritmi, chi ha degli orari di lavoro mattudini non sempre può lasciare il proprio lavoro alle ore 10.00 o alle 12.00, ed è dunque costretto ad assumere una tata o una baby sitter che accompagni e riprenda i propri figli a scuola. Ma cosa cambia, in una vera situazione d’emergenza se all’interno vi sono 100 unità, 50 unità 600 unità o 1 unità? Le vite umane non sono catalogabili in numeri!
Se le strutture non sono a norma, che chiudano, anche perché è impensabile che si possa protrarre tale situazione, ed il fatto di questa mattina ne è la prima prova”.