Messina senz’acqua: l’unica soluzione è la “danza della pioggia”

Rubinetti a secco a Messina, dall’Amam erogazione da periodo emergenziale: ai cittadini non resta che attendere con ansia l’arrivo della stagione autunnale e provare con la “danza della pioggia”

Non sembrano poter trovare soluzione le criticità idriche a Messina. La città dello Stretto continua a vivere in perenne emergenza idrica, perchè a tutti gli effetti l’erogazione garantita da Amam è da “periodo emergenziale”. In tutta la città, dal Policlinico a Torre Faro, i rubinetti restano a secco a partire dalle 11, per i più fortunati dalle 13 in poi. Di fronte all’ennesima segnalazione di un cittadino esasperato, anche noi di StrettoWeb abbiamo deciso di contattare gli uffici della partecipata, per toccare con mano la crisi che da questa estate si sta consumando sotto gli occhi di tutti. L’emergenza riguarda l’intera città e quindi non solo le case, ma anche gli uffici, le scuole gli esercizi commerciali e quindi i bar, i ristoranti. In via Palermo l’acqua va via alle 11 del mattino, sul viale Regina Margherita alle 13, a Villaggio Aldisio alle 12, a Ganzirri anche alle 9:30: perché nel pomeriggio Amam chiude i rubinetti. E dagli uffici Amam c’è anche dell’imbarazzo quando chiediamo perché l’intera città sia ridotta in questa situazione: “C’è la crisi della Santissima, vengono a mancare 100 litri al secondo di acqua. Poi consideri che anche molti residenti sono tornati dalle vacanze, quindi ci sono maggiori consumi“- ci dicono. La situazione, fanno sapere da Amam, dovrebbe migliorare gradualmente ad ottobre, quando,  forse sarà possibile allungare la fascia oraria di distribuzione, che ufficialmente al momento va dalle 4 del mattino alle 13, ma  di fatto rispetta orari molto differenti da zona a zona. Il punto è che Messina è una città in perenne crisi idrica: o ti attrezzi con maxi serbatoi o ti attacchi al tram. E ai cittadini non resta che attendere con ansia l’arrivo della stagione autunnale. Nell’attesa consigliamo di provare a fare una “danza della pioggia”, nella speranza che i serbatoi tornino a riempirsi.