Iraq: elezioni parlamentari in Kurdistan, indipendenza resta utopia (3)

(Adnkronos/Aki) – Per il ricercatore Akram Mehrdad non c’è un partito che possa competere con il Kdp e l’alleata Unione patriottica del Kurdistan (Puk, 18 seggi conquistati al voto di cinque anni fa). Il Kdp e il Puk della famiglia Talabani guidano il governo regionale del Kurdistan dal 2005 e, secondo Mehrdad, Gorran ha “perso molto del suo prestigio e della sua popolarità”. Tuttavia per Bamo Nouri, analista alla City University of London, la forza di Kdp e Puk non è nella popolarità, ma tutto sta nel fatto che in molte aree è di fatto necessario essere iscritti a uno dei due partiti per poter lavorare. “Dai peshmerga alla polizia, dagli insegnanti ai professori universitari, per ottenere un lavoro è necessario sostenere il partito e questo assicura voti”, ha detto Nouri alla Dpa. “E – ha aggiunto – anche se l’opposizione vincesse, il voto non è una garanzia del rispetto della democrazia. Non è un sistema libero e giusto”.
Le opposizioni, capeggiate da Gorran, hanno messo in guardia dal rischio di brogli. Sherwan Othman, che vive a Sulaimaniya, non andrà a votare perché ha “perso fiducia nella politica, nei politici e nelle loro promesse”. Una bassa affluenza ai seggi, dicono ancora gli osservatori, potrebbe non fare altro che rafforzare Kdp e Puk che tra l’altro si contendono la presidenza irachena riservata ai curdi dalla caduta del regime di Saddam. Oggi intanto in Kurdistan i seggi sono aperti per i peshmerga e le forze di sicurezza.