Caso Cucchi: Borghi, film fa rivivere Stefano e si insinua nelle coscienze

Milano, 15 set. (AdnKronos) – “Il regalo più grande che mi ha fatto la famiglia è quello di permettermi di fare il film. Oltre a questo tecnicamente non mi hanno dato dei grandi aiuti, anche perché non ce ne era bisogno: se fossi stato in contatto con loro la mia rabbia sarebbe aumentata invece che essere messa da parte”. Così Alessandro Borghi racconta come ha vestito i panni di Stefano Cucchi, il 31enne accusato di spaccio morto all’ospedale Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre 2009 dopo le percosse ricevute in seguito all’arresto avvenuto sei giorni prima.
Ilaria, la sorella di Stefano che insieme alla famiglia continua la battaglia per conoscere la verità sulla morte del fratello, dopo aver visto per la prima volta il film “Mi ha telefonato e mi ha detto ‘Non so come tu ci sia riuscito, però sei uguale a mio fratello'”, racconta l’attore presenta al Cinema Beltrade di Milano, una delle poche sale in cui il film ‘Sulla mia pelle’ viene proiettato.
“Due giorni fa lo hanno visto i genitori che non avevano avuto il coraggio di vederlo prima e Ilaria mi ha mandato un messaggio: ‘Mamma non ha il coraggio di chiamarti, però voleva dirti ‘Mi ha fatto un regalo enorme perché anche solo per un’ora e mezza mi ha riportato in vita Stefano’. Mentre io dico questa cosa a me manca il fiato, ma loro questa cosa la vivono con una forza che è inusuale, non so se io avrei avuto il coraggio di affidare il ricordo di mio figlio nella mani di un attore, di un ragazzo di 30 anni”, sottolinea Borghi.