Calabria, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL: “i dipendenti del Corap proclamano lo stato di agitazione”

I dipendenti del Corap, Consorzio regionale attività produttive, proclamano lo stato di agitazione

Il Corap, Consorzio regionale attività produttive, istituito con legge n. 24 del 2013 che prevedeva l’accorpamento dei Consorzi Industriali Calabresi nel Consorzio unico regionale e costituito dall’ attuale Giunta Regionale con D.P.G.R. 115/2016 il 29/06/2016, ad oltre 2 anni dalla sua costituzione, durante i quali le organizzazioni sindacali hanno inutilmente  sollecitato incontri per la discussione e definizione degli assetti istituzionali e di sviluppo dell’Ente, ai fini del corretto funzionamento dello stesso, versa in una situazione finanziaria ed organizzativa disastrosa, con serio rischio della perdita del posto di lavoro. Nonostante ai dipendenti siano stati finora corrisposti gli stipendi, seppur erogati quasi costantemente con ritardo, l’Ente versa in un evidente grave stato di difficoltà nel pagare anche le spese più esigue ed è vicino al collasso finanziario ed al conseguenziale blocco sia dell’attività tecnico-amministrativa ordinaria, sia delle forniture necessarie per la gestione degli impianti di depurazione (reagenti chimici, energia elettrica, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, acquisti di ricambi e materiali vari)“. Lo scrivono in una nota stampa la Segretaria Generale FP CGIL Calabria, Alessandra Baldari, la Segretaria Generale CISL FP Calabria, Luciana Giordano, il Segretario Generale UIL FPL, Elio Bartoletti.

E’ facile immaginare, infatti, che senza la chiara indicazione delle risorse da assegnare al Corap ed in mancanza di una programmazione sui servizi e le funzioni dello stesso, tenuto conto della mancata definizione degli obiettivi da parte della Regione e malgrado i proclami da parte della politica, la quale in questi anni non è stata capace di produrre né il Piano Industriale, né lo Statuto dell’Ente, si arriverà ad una crisi che causerà notevoli disagi ai lavoratori ed alle loro famiglie e negherà ancora una volta un minimo di sviluppo alle attività produttive, che nel resto di Italia e d’Europa hanno già dato segni solidi di ripresa. Altro aspetto importante – nella gestione e programmazione dell’Ente che si trova sotto il controllo regionale – riguarda l’incrinamento dei rapporti sindacali dovuti alla mancata applicazione della contrattazione decentrata, sottoscritta già dall’ottobre 2017, da parte dell’amministrazione del Corap, che ad oggi non ha ancora ottemperato né al saldo dei contributi previdenziali maturali dai dipendenti e dovuti per legge, necessario ai fini della riscossione dei crediti, né al pagamento dei buoni pasto, erogati fino ad agosto 2017, oltre all’abuso riguardo la quantificazione dei rimborsi chilometrici, disattendendo quanto previsto dal contratto nazionale, e la non applicazione dei termini per l’avanzamento dei livelli lavorativi. Tutto ciò nonostante sia stata assicurata la fattiva collaborazione sia delle sigle sindacali che dei lavoratori, i quali pur avendo subito decurtazioni dei salari, rinunciando a diritti già maturati, hanno mantenuto un comportamento collaborativo e produttivo, nell’ottica di conciliazione con l’Amministrazione e consci del particolare momento di crisi finanziaria che attraversa l’Ente. Diverso atteggiamento è stato tenuto, invece, nei confronti dei dirigenti, avvantaggiati da aumenti stipendiali e accordi contrattuali ad personam, nonostante siano stati espressamente richiesti da sindacati chiarimenti in merito, nonché l’ingiustificato utilizzo di risorse impiegate per consulenze e dipendenti a comando. Si rileva infine l’inspiegabile procrastinarsi del commissariamento e la non applicazione del corretto iter per l’individuazione del nuovo direttore dell’ente. Visto quanto sopra esposto, in assenza di riscontro, i dipendenti si troveranno costretti ad attuare lo stato di agitazione“, conclude la nota.