Biomedicina al Liceo, l’idea dello Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria diventa un modello per tutt’Italia: boom di richieste, è la “rivoluzione buona” della scuola

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Biomedicina al Liceo, da un’idea dello Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria un modello di istruzione che funziona e si allarga a tutt’Italia: risultati eccezionali per l’accesso alle facoltà medico sanitarie a numero chiuso, ed è già boom di richieste

Tutto è partito nel 2011 anno fa in riva allo Stretto, al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria che ha ideato e sperimentato per la prima volta un percorso didattico di Biomedicina. Adesso quello del Liceo reggino diventa un modello, al punto che ieri al Miur si è tenuta la conferenza di presentazione del “Percorso Nazionale di Biomedicina” ai licei classici e scientifici individuati da un apposito Bando Pubblico: Reggio Calabria rimane al centro del progetto con il Liceo Vinci “scuola capofila nazionale di rete” e l’Ordine provinciale dei Medici reggini a coordinamento della parte medica. Inizia così la seconda annualità del percorso “Biologia con curvatura biomedica“, che si terrà in circa 80 istituti superiori distribuiti in altrettante Province rappresentative di tutte le Regioni italiane.

Il  percorso didattico unico in Italia nella struttura e nei contenuti è stato sperimentato nel 2011 nel liceo da Vinci grazie ad un’idea del dirigente scolastico prof.ssa Giuseppina Princi, condivisa con il Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Pasquale Veneziano; ne è scaturito un Protocollo d’intesa con l’Ordine dei Medici della Provincia di Reggio Calabria che ha visto l’introduzione di una nuova disciplina nel piano di studi dello studente “biologia con curvatura biomedica” con la docenza affidata ai prof. di biologia del liceo e agli esperti medici designati dall’Ordine.

A conclusione di due cicli scolastici (6 anni) di sperimentazione al liceo, si è evinto che il 98% degli studenti inseriti nel percorso ha superato i test di accesso alle facoltà medico sanitarie a numero chiuso senza alcuna preparazione ulteriore. E’ stata proprio la positività di questi dati a mettere, per la prima volta, d’accordo, la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici e dei Chirurghi e degli Odontoiatri ed il Ministero in un protocollo che ha attivato, su scala nazionale, il modello sperimentale del da Vinci per il triennio (2018/21).

Il percorso Nazionale prevede per le terze classi degli istituti selezionati tramite bando pubblico del MIUR, 150 ore di lezioni di biomedicina  nel triennio, 50 per ogni annualità scolastica di cui: venti ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, venti ore di lezioni magistrali tenute da medici individuati dagli Ordini, dieci ore di esperienza laboratoriale presso  ambulatori, ospedali. L’accertamento delle competenze acquisite dagli studenti,  avviene  in itinere, tramite la simulazione di ‘casi’, e, ogni bimestre, attraverso la somministrazione di 45 test  a risposta multipla.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha individuato il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria scuola copofila nonché coordinatrice del progetto tramite la piattaforma web, attraverso cui viene condiviso con i licei aderenti alla rete, il modello organizzativo e i contenuti didattici del percorso. Tra i licei calabresi selezionati  per aderire al percorso nazionale  coordinato dal da Vinci si segnalano: il liceo scientifico “Fermi” di CS, liceo classico “Telesio” CS, Liceo scientifico “Siciliani” CZ, Istituto “Bonelli” Crotone

Una Cabina di Regia nazionale (Massimo Esposito, e Giuseppina Princi per il MIUR, Roberto Monaco, Massimo Stella e Pasquale Veneziano per la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici), esercita la funzione di indirizzo e di coordinamento e valuterà sulla base dell’efficacia dei risultati scientifici ottenuti dal percorso, la possibilità di regolamentare l’indirizzo in tutti i licei classici e scientifici del Paese, lo stesso gruppo, prossimamente, sarà ricevuto dal Ministro dell’Istruzione e della Salute a cui sottoporrà il progetto di riconoscimento del percorso quale credito di accesso alle facoltà a numero chiuso. La Federazione Nazionale dei Medici ha, intanto, riconosciuto l’attribuzione di CFU a tutti i Medici coinvolti nella docenza.

Positivi i risultati della prima annualità nazionale di corso che ha coinvolto più di tremila studenti, oltre trecento figure professionali tra dirigenti, docenti e medici. Il monitoraggio degli esiti dei test valutativi somministrati agli studenti ha rivelato una crescente positività dei risultati, registrata soprattutto a partire dal secondo test di verifica. Dai risultati mediamente sufficienti del primo test si è rilevato un significativo incremento nelle valutazioni riportate nei test successivi, i cui esiti sono stati in media buoni, ottimi e in diversi casi eccellenti. Positivo anche  il monitoraggio  delle attività laboratoriali esterne svolte presso strutture sanitarie dell’intero territorio nazionale, in gran parte effettuate presso reparti ospedalieri di Dermatologia, Ortopedia, Ematologia, Cardiologia e presso i Centri trasfusionali di diverse città.

Tra le attività svolte anche incontri seminariali presso le sedi dei vari Ordini Provinciali dei Medici durante i quali gli studenti hanno potuto comprendere il ruolo dell’Ordine e delle istituzioni sanitarie, il codice di deontologia medica e i molteplici ambiti della professione medica.

Il percorso di biomedicina, ormai trasferito dal Miur su scala nazionale, è un percorso complesso nella sua strutturazione che richiede l’impiego di alte professionalità e qualità nel lavoro d’équipe– ha affermato Giuseppina Princi. Coordinatrice della sperimentazione e  Componente della Cabina di Regia Miur-Fnomceo.  Il successo del percorso ha richiesto impegno, attenzione, determinazione e lucidità nella sua costruzione, senza lasciare nulla al caso e all’improvvisazione. Copre un vuoto normativo nella Scuola pubblica perché costituisce un collegamento diretto con l’Università, con grande soddisfazione di studenti e famiglie, senza dover ricorrere ai costosi corsi delle scuole di formazione e di preparazione ai test di selezione per l’accesso alle facoltà di medicina dislocate sul territorio nazionale. Il suo successo, in termini formativi e organizzativi è motivo d’orgoglio non solo per il nostro liceo e per l’Ordine Provinciale dei Medici ma per tutta la Calabria da cui è partito un modello didattico che fa scuola al resto del Paese”.

Il Senatore Pittoni, presidente 7ª commissione esalta il progetto dello Scientifico Da Vinci di Reggio Cal. sulla Biomedicina[VIDEO]