Locri (Rc), Barbuto: “l’ospedale si gestisce con approssimazione”

Barbuto: “l’approssimazione con cui si continua a gestire l’ospedale di Locri e si tenta di risolvere i  problemi legati alla grave  carenza di personale è davvero imbarazzante”

“L’approssimazione con cui si continua a gestire l’ospedale di Locri e si tenta di risolvere i  problemi legati alla grave  carenza di personale è davvero imbarazzante!! Piovono  ordini di servizio che sono delle vere “perle” in contrasto con le vigenti disposizioni contrattuali in materia di orario di lavoro  nel rispetto dei principi generali della protezione, della sicurezza e della salute dei lavoratori e la salvaguardia della salute dei cittadini. Come O.S. avevamo già contestato la precedente disposizione emanata dalla Direzione Sanitaria Aziendale con la quale si autorizzava il lavoro straordinario come fattore ordinario di gestione delle risorse umane per compensare le criticità organizzative delle varie UU.OO. contravvenendo al principio delll’art.32 del CCNL secondo cui lo straordinario non può essere utilizzato come fattore ordinario di gestione delle risorse umane. Ci vediamo costretti ancora una volta a dover contestare  un’altra disposizione stavolta  emanata dalla Direzione Medica di Presidio dell’Ospedale di Locri che riguarda il prolungamento dell’orario di servizio in caso di non sostituzione del dipendente in servizio. La scrivente tiene a precisare che in casi del genere non sono necessari ordini di servizio scritti ,è sufficiente che la situazione della non sostituzione si concretizzi affinché scatti l’obbligo di prolungare il proprio orario di lavoro fino all’arrivo della sostituzione”, è quanto scrive in una nota il segretario territoriale FSI-USAE Emanuela Barbuto. “Lo stesso art. 10 del codice deontologico recita “ l’infermiere non abbandona mai il posto di lavoro senza la certezza della sostituzione”. D’altra parte il D.lgs 66 del 08/04/2003 recita: Art.7 “ ferma restando la durata normale dell’orario settimanale ,il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità” Art.9 “ il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive ,di regola in coincidenza con la domenica da cumulare con le ore di riposo giornaliero di cui all’art.7. Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato con media in un periodo non superiore a 14 giorni”. Atteso che la  protrazione dell’orario di lavoro sopra il limite previsto , giornaliero (12 ore) e settimanale (48) può essere superato solo se la cessazione del  lavoro costituisca un pericolo e un danno alle persone e nelle ipotesi in cui ricorra la forza maggiore e che le ipotesi di forza maggiore non possono identificarsi in situazioni che avrebbero potuto essere evitate mediante un responsabile intervento umano, come per esempio la previsione di misure per la sostituzione di un lavoratore malato (cass.Sez.lavoro,4336/1984).  Posto che non possono essere sempre i Lavoratori a dover sopperire alle mancate decisioni politiche e organizzative pagando sulla propria pelle e su quella dei cittadini-utenti in quanto  la mancata assunzione di tali misure è mera responsabilità dell’Azienda che non ha preventivamente attuato un piano per la sostituzione del personale in congedo o per malattia, non può dunque ricadere sul personale sanitario  già costretto a turni massacranti e a sacrifici inverosimili per garantire la doverosa assistenza agli ammalati la responsabilità e la mancanza di tutti quei provvedimenti atti a tutelare l’interesse concreto dell’Azienda, dell’utenza e dello stesso personale lasciato al proprio destino, esposto continuamente ad elevati rischi”, conclude.