fbpx

Soppressione Ufficio Dogane all’Aeroporto dello Stretto, Cisl: “al peggio non c’è mai fine”

aeroporto dello stretto

Riorganizzazione Agenzia delle Dogane e Monopoli a Reggio Calabria, Cisl: “ulteriore colpo basso per la città”

Dopo lo scippo della direzione regionale delle dogane trasferita di imperio a Catanzaro la città metropolitana perde anche la Sezione doganale dell’aeroporto dello Stretto. E’ dell’ultima ora infatti la notizia che la Direzione Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ha disposto la soppressione della dogana dell’aeroporto di Reggio Calabria. Un ulteriore colpo basso che viaggia di pari passo con lo smantellamento dell’Ufficio doganale sito nel Porto di Gioia Tauro, punto di forza del sistema portuale italiano che da Sede dirigenziale diviene una sezione periferica dell’Ufficio di Reggio Calabria. Si materializza così un’ennesima nube tossica sul destino delle dogane reggine che da mesi si trovano al centro di una tempesta perfetta: la riorganizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli rispetto alla quale il 26/07 u.s. l’amministrazione ha presentato alle OO.Ss. il piano di riassetto delle Sezioni Distaccate (dogane e monopoli) sul quale si chiesto l’apertura immediata di un apposito tavolo di confronto per valutarne l’impatto e le ricadute sulle risorse umane, strumentali e logistiche a tutela dei lavoratori interessati alla riorganizzazione“. Lo scrive in una nota stampa la Cisl Funzione Pubblica.

Sicuramente e’ da sottolineare che alla luce di una riorganizzazione amministrativa vengono stravolte e addirittura annientate strutture tra le più importanti esistenti nel territorio della città metropolitana con grave danno per la popolazione, per i servizi resi e non da ultimo per i lavoRtori impegnati nei vari uffici interessati. Il Porto di Gioia Tauro, volano fondamentale  di sviluppo, che ha chiuso il bilancio consuntivo dell’esercizio 2017 con un avanzo economico di 77 milioni di euro e il riconoscimento della ZES, rappresenta una leva strategica di sviluppo economico del Paese Italia che va rilanciata mentre gli Uffici doganali a presidio vengono indeboliti da assurdi declassamenti con notevole nocumento per le attività portuali e le operazioni doganali di livello internazionale e per i lavoratori che giornalmente vi  si dedicano affrontando numerosi disagi. Per quanto riguarda poi l’incresciosa vicenda della Direzione Regionale Calabria, ricordiamo che dopo una richiesta di sospensiva della Delibera n.359 del febbraio scorso, con un clamoroso colpo di coda e’ stata confermata come sede la città di Catanzaro lasciando attoniti e frastornati i funzionari che da tempo con elevata professionalità gestivano tutte le attività relative. Nel trambusto creato da sterili dibattiti campanilistici, ricorsi al TAR e prese di posizioni unilaterali di una amministrazione, foriera di proposte riorganizzative di accorpamenti, riduzioni di posizioni organizzative e tagli di piante organiche, ad oggi non si conosce il numero degli addetti da destinare alla costituenda sede regionale, la collocazione logistica e la pianta organica e quali professionalità sono necessarie a garantire un servizio efficiente, efficace ma soprattutto economico in quanto smantellare una sede già perfettamente rodata e funzionante rappresenta per la comunità tutta un dispendio economico di cui forse avremmo potuto fare a meno, anche in considerazione del fatto che per i lavoratori interessati si prospetta una deportazione forzata” prosegue.

Ciliegina sulla torta arriva la notizia della soppressione della sezione doganale dell’Aeroporto dello Stretto, istituita con decreto ministeriale su precisa richiesta della società di gestione, decisone che se confermata metterebbe a rischio lo status di aeroporto comunitario internazionale, con gravi ripercussioni sul traffico dei viaggiatori internazionali, sull’ex compagnia di bandiera che effettua quotidianamente connessioni internazionali e sull’attuale gestore chiamato a sostenere costi alquanto onerosi. E quindi ora di dire BASTA a riorganizzazioni che passano sulla testa dei lavoratori, dei cittadini e dei servizi, a percorsi organizzativi che mortificano le peculiarità e le potenzialità del territorio su cui gli uffici insistono ed necessario al più presto instaurarne un confronto con l’amministrazione per trovare soluzioni praticabili e convincenti a tutela degli interessi in gioco” conclude la nota.