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Trasporti nello Stretto, l’UIL lancia l’allarme: “senza continuità territoriale non c’è futuro per l’Area Metropolitana di Reggio e Messina”

Stretto di Messina: ok dal Governo alla creazione una società ad hoc di navigazione interamente pubblica. L’appello  di Uil e Uil trasporti alla deputazione messinese: “dal Ministero poche risorse economiche destinate a questa tipologia di servizio”

Uno specifico emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria del Governo Gentiloni, amplia il concetto di continuità territoriale dello Stretto di Messina al fine di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini dell’area dello stretto, nonché consentire a milioni di cittadini l’accesso ad un sistema efficiente di coincidenze marittime e ferroviarie con i treni da/per la Sicilia e da/per la Calabria. Sembrerebbe che il Ministero delle Infrastrutture abbia dato in questi giorni il formale via libera alla costituzione della citata società pubblica interna alla società Rete Ferroviaria Italiana. Via libera dunque al  Gruppo FSI,  che avrebbe dovuto già predisporre la creazione una società ad hoc di navigazione interamente pubblica, realizzata con cessione di un ramo d’azienda della società Bluferries attraverso l’acquisizione del personale marittimo e dei mezzi veloci che ad oggi effettuano il servizio tra Messina e Villa San Giovanni. A lanciare un appello alla deputazione messinese e al sindaco di Messina, Uil e Uiltrasporti, che con una lettera a firma di Ivan Tripodi e Michele Barresi auspicano che “questa circostanza possa rappresentare l’occasione propizia, nello spirito della norma di legge approvata, per ampliare l’attuale servizio di collegamento veloce Messina-Villa S.G., che ad oggi garantisce solo 9 collegamenti giornalieri (che si riducono a soltanto 6 nei giorni di sabato, domenica e festivi) e si interrompe nella fascia serale e notturna dalle 20.00 alle 6.00; un servizio inspiegabilmente effettuato da anni senza alcuna sovvenzione di Stato”.

Siamo fortemente preoccupati- spiegano però i sindacalisti- per le poche risorse economiche che pare siano destinate nelle stime del Ministero a questa tipologia di servizio. L’attuale sistema di traghettamento posto in essere dalla società Bluferries, per garantire con un mezzo veloce 9 collegamenti giornalieri con Villa S.G,, ha in questi anni riscontrato un costo medio di 3 milioni di euro/anno a fronte di un incasso da biglietti di appena 700 mila euro/anno. È palese la natura sociale del servizio di mobilità in oggetto che non può assolutamente mantenersi su logiche di mercato. Risulta però che per un progetto che preveda nella nuova società l’utilizzo di un secondo mezzo veloce in servizio giornaliero sia stato stimato un investimento aggiuntivo di soli 1,6 milioni di euro/anno rispetto al costo attuale e, quindi, si avrebbe un totale di soli 4,6 milioni di euro a fronte di un investimento minimo necessario, secondo le nostre stime, di 8 milioni di euro/anno se si volesse realizzare un servizio, per quanto efficiente e funzionale, decisamente basilare rispetto al concetto di continuità territoriale. Non si comprende, inoltre, se queste risorse destinate, ai sensi della legge, alla nascitura società di traghettamento veloce siano parte di un nuovo capitolo di spesa prevista dallo Stato o già compresi nel contratto di servizio in essere tra RFI e Governo.

Nella seconda ipotesi il rischio è di friggere sempre con lo stesso olio andando a predisporre un servizio che con le stesse risorse deve garantire l’esistente e quindi il traghettamento dei pochi treni rimasti con il pericolo di ulteriori tagli ed un presunto, quanto improbabile, incremento del traghettamento passeggeri.

È ovvio che se questi, in cifre, rappresentano gli investimenti attualmente previsti anche dal nuovo Governo per ampliare e migliorare i collegamenti sullo stretto non c’è da stare tranquilli riguardo le prospettive future di sviluppo e rilancio del territorio. Riteniamo che, per analogia di servizio, anche la tratta Messina-Villa S.G. debba essere finanziata dallo Stato che, infatti, garantisce dal 2015 circa 7 milioni di euro/anno per il collegamento Messina-Reggio C., messo a bando e vinto dalla società Liberty Lines ed in scadenza a fine 2018. Siamo convinti che si debbano trovare le risorse per il collegamento Messina-Villa S.G. e contestualmente per rafforzare la tratta Messina-Reggio Calabria.

Le recenti ordinanze anti Tir della precedente amministrazione comunale di Messina, seppur nel giusto intento di limitare l’attraversamento del gommato pesante in città, non hanno risolto il problema Tir ma hanno determinato di fatto la desertificazione commerciale del porto storico di Messina. Si tratta di un sito che necessita di un forte rilancio sia con i mezzi veloci che con le navi della Società Bluferries ripristinando con ogni progetto in essere (Fondi Pon Metro) e intercettando altre necessarie risorse la centralità strategica della stazione marittima come hub passeggeri e porta della Sicilia.

Nei recenti lavori della Conferenza interregionale per il coordinamento delle politiche nell’area dello Stretto è stata lanciata la proposta, assolutamente condivisibile, relativa alla creazione di una governance unica con l’istituzione dell’Agenzia per la mobilità nello Stretto”.

Tripodi e Barresi invitano la deputazione messinese ad avviare fin da subito un’interlocuzione con il Ministero per le Infrastrutture e i trasporti per accelerare l’iter della creazione di questa nuova società pubblica di navigazione di RFI garantendo, però, ad essa nuove risorse economiche specifiche per questa tipologia di traghettamento, nonché quelle necessarie per predisporre un servizio di metropolitana dello stretto che garantisca collegamenti h24, con frequenza almeno ogni mezz’ora, tra le due sponde e coincidenze specifiche con i treni Inter City e Freccia Bianca/Argento sulla sponda calabrese.

Il Parlamento europeo- proseguono– ha riconosciuto recentemente la “condizione di insularità” per la Sicilia e la Sardegna con l’approvazione di una risoluzione che prevede la piena attuazione dell’articolo 174 del Trattato Ue con cui la Commissione europea riconosce le specificità territoriali delle Isole prendendo atto delle carenze che impediscono e ostacolano la crescita e lo sviluppo economico in questi territori e ne tenga conto nella programmazione dei fondi strutturali. Pertanto- concludono- chiediamo la massima sinergia di intenti tra tutti i protagonisti istituzionali e politici, regionali e del territorio messinese in particolare, che hanno per dovere di rappresentanza a vario titolo l’obbligo di tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani e dell’area metropolitana dello stretto che, a nostro avviso, non può che sfociare nel vero tema in questione che è il riconoscimento della continuità territoriale”.