fbpx

Sicilia, Antoci sull’operazione Araba Fenice: “Paolo Borrometi aveva ragione”

Operazione “Araba Fenice” in Sicilia. Antoci: “Grazie alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine, Paolo Borrometi aveva ragione”

La Polizia di Stato di Siracusa sta eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti di elementi di spicco ritenuti facenti parte di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, furti in abitazione ed aziende agricole e che aveva monopolizzato e condizionato l’intero mercato ortofruttticolo della zona.

Fra questi, da quanto si apprende, anche il noto Salvatore Giuliano e il figlio Gabriele già rinviati a giudizio per minacce di morte al giornalista Paolo Borrometi attraverso tentata violenza privata dal metodo mafioso e, come si evince anche dalle intercettazioni dei mesi scorsi, in procinto di organizzare un attentato proprio nei confronti del Giornalista dell’AGI.

“Borrometi ha avuto ragione, nelle sue inchieste raccontava il clima che si respirava e le vessazioni provocate dalle famiglie mafiose”, lo dichiara Giuseppe Antoci ex Presdeinte del Parco dei Nebrodi scampato ad un attentato mafioso nel maggio del 2016. “Bisogna alzare sempre di più la guardia – continua Antoci – ed evitare il solito negazionismo che, anche nella vicenda Borrometi, si stava attivando spinto certamente da ambienti mafiosi. I fatti raccontati da Borrometi nelle sue inchieste, hanno poi regolarmente visto i protagonisti coinvolti in successive operazioni di servizio ”.

“Il mio grazie – aggiunge Antoci – al Procuratore Zuccaro ed ai suoi Sostituti, al Questore di Siracusa Gabriella Ioppolo e a tutti coloro che ogni giorno scrivono pagine importanti di legalità e contrasto alla mafia ”.

“Mi si consenta infine di ringraziare Paolo Borrometi e tutti gli altri giornalisti che con coraggio ogni giorno raccontano fatti e circostanze che mettono in luce nei territori quanto la mafia sia viva e vegeta e quanto sia pervasiva nel tessuto socio-economico.. Operazioni come quella odierna dimostrano che insieme possiamo farcela” – conclude Antoci .