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Motta San Giovanni: “via Cuba di Serro Valanidi, interventi di pronto soccorso difficili e talvolta impossibili. Minuti preziosi quando si tratta di salvare una vita”

Vincenzo Crea Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” sollecita la richiesta di interventi di messa in sicurezza della strada comunale via Cuba di Serro Valanidi

“Scrivo quale Referente unico dell’A.N.CA.DI.C – associazione che promuove e tutela il patrimonio paesaggistico, l’ambiente salubre e la viabilità, nonché responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” di Lazzaro, per sollecitare gli interventi di messa in sicurezza della strada comunale via Cuba di Serro Valanidi (RC), ricadente
nel Comune di Motta San Giovanni, che sebbene se ne parli da oltre dieci anni e nonostante la sua pericolosità sia stata riconosciuta dalla Giunta Comunale con delibera n.18 del 02/02/2017, ancora non si è intervenuti per rimuovere il grave potenziale pericolo che si presenta ogni qualvolta in caso di necessità e urgenza i cittadini sono costretti a fare ricorso ai mezzi di pronto intervento, che trovano difficoltà di transito e di manovra, per alcuni di essi la strada è intransitabile stante la ristrettezza della stessa”. Lo afferma in una nota Vincenzo Crea Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.

“Non pochi sono stati gli interventi delle ambulanze nel corso degli anni e le difficoltà e i rischi nel percorrere detta strada. Non è di meno il pericolo per i veicoli che incrociandosi sono costretti ad effettuare la pericolosissima manovra di retromarcia per trovare uno spazio idoneo per accostarsi e permettere all’altro mezzo di proseguire la marcia, rischiando in alcuni tratti di finire nella sottostante scarpata, specialmente col buio”. “In merito si riscontra la succitata delibera della Giunta Comunale di Motta San Giovanni n. 18 del 02/02/2017, concernente lavori di valorizzazione centro storico, ammodernamento di via Cuba di Serro Valanidi ricadente nel comune di Motta SG, che richiama tra l’altro la deliberazione del consiglio Comunale n. 14 del 28/03/2011 con la quale è stato approvato il progetto preliminare dei precitati lavori, dell’importo complessivo di euro 350.404,70. La delibera prevede un impegno di spesa di euro 40.000,00 da imputare al capitolo 12600 del bilancio, per l’allargamento della sede stradale nei punti in cui attualmente viene impedito il normale e regolare transito dei mezzi di soccorso. Nella delibera non si legge di che larghezza si parla dell’attuale situazione di pericolo e di quanto questa stradina, a vicolo cieco oggi è larga, sicuramente inferiore a metri 2,40 utili per un’ambulanza”.

“La nostra domanda è di quanti metri è stato previsto l’allargamento della strada, tenendo conto che non bisogna pensare solo all’ambulanza, ma ai mezzi di pronto soccorso, Vigili del Fuoco, mezzi movimento terra, di protezione civile e quant’altri in caso di emergenza e di calamità naturale. Si chiede al Signor Sindaco di voler considerare, cosa che sicuramente i tecnici avranno già tenuto in considerazione, la larghezza di natura sismica tra fabbricati esistenti che sarebbero stati realizzati secondo il piano di fabbricazione del Comune e quindi realizzando una strada in conformità al Piano di fabbricazione è possibile eseguire eventuali espropri di cortili antistanti e latistanti ai fabbricati nell’attuale via Cuba, di conseguenza una strada corrispondente al piano di fabbricazione. In sintesi si deve parlare di un allargamento anche per i mezzi di soccorso come sopra detto”.
“Le norme di edificazione di qualunque Comune in qualunque territorio nazionale prevedono, da “illo tempore”, nel nostro caso dal 1908 in avanti post disastroso terremoto di Reggio e Messina, acchè i cittadini per realizzare opere di urbanizzazione dovevano ottenere l’assegno di linea e di livello, su strada comunale, interpoderale, privata, perché la legge dal punto di vista sismico imponeva e impone delle distanze tra fabbricati pubblici o privati.
Se i cittadini hanno edificato in possesso del titolo abilitativo hanno pagato gli oneri concessori, se hanno edificato in assenza di detto titolo e hanno fatto ricorso al condono edilizio o concessione edilizia in sanatoria hanno pagato oneri concessori più salati, in entrambi i casi hanno diritto ad avere le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Se hanno fatto richiesta e non ha portato al rilascio del documento abilitativo si provveda secondo legge. Ogni considerazione è superflua per l’intelligenza del Sindaco e comunque bisogna agire con estrema urgenza, i minuti sono preziosi quando si tratta di salvare una VITA”.

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Pubblicato da
Ilaria Calabrò