fbpx

Salvini a Reggio Calabria annuncia lo smantellamento delle baraccopoli: “nella mia Italia niente baracche, prima vengono gli italiani” [FOTO, VIDEO e INTERVISTE]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
  • LaPresse
    LaPresse
/

La visita del Ministro dell’Interno Matteo Salvini a Reggio Calabria: dalla corsetta sul Lungomare a Palmi e San Ferdinando, ecco le sue parole

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha visitato oggi Reggio Calabria: una corsetta sul Lungomare in mattinata, una granita al caffè per ricaricarsi prima del tour in provincia dove è stato a Palmi per visitare un palazzo confiscato alla ‘Ndrangheta che diventerà un commissariato di polizia, poi alla baraccopoli di San Ferdinando e infine a Scilla nella piazzola dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria dov’è stata eretta una stele a ricordo dell’omicidio degli appuntati dei carabinieri Fava e Garofalo. Durante la visita, Salvini ha annunciato che il Governo “sta valutando di organizzare il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che il ministro tiene in ufficio a Ferragosto in Calabria, perché certa gente si deve sentire a disagio in Italia“.

Salvini a Palmi: “la ‘ndrangheta è una merda, ci fa schifo e la combatteremo finchè non rimarranno in mutande. Le inchieste dell’Espresso? Meglio leggere Topolino”

“Questa di Palmi è una delle tante situazioni paradossali che intendiamo scardinare. Il posto giusto per gli ergastolani è la galera”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Palmi in occasione della visita ad un palazzo confiscato alla cosca di ‘ndrangheta dove ancora vive Lucia Morgante, di 92 anni, condannata all’ergastolo per omicidio e la cui pena è stata differita per motivi di salute. La donna è la madre del boss Domenico Gallico, anche lui condannato all’ergastolo. “E’ secondo me incredibile che lo Stato spenda migliaia di euro per permettere a delinquenti ergastolani di venire a incontrare la loro madre altrettanto delinquente ed ergastolana” ha aggiunto Salvini riferendosi al permesso concesso a Domenico Gallico, che sta scontando 7 ergastoli in un carcere sardo, di recarsi a fare visita alla madre nonostante il parere contrario della Dda di Reggio Calabria. Nel 2012, durante un interrogatorio in carcere, aggredì e ruppe il naso all’allora pm della Dda Giovanni Musarò e ferì due agenti penitenziari. “Chi ha ammazzato – ha aggiunto – deve restare in galera”.

“A Reggio come a Milano dico che la mafia ci fa schifo e, che dove c’è puzza di mafia, non ci siamo noi. Voglio sequestrare fino all’ultimo centesimo di euro a questa gentaglia. Certi voti non ci interessano, certi interessi non ci riguardano. Il posto giusto per gli ergastolani è la galera. E’ cominciata una guerra senza quartiere, non solo in Calabria ma in tutta Italia, perché la ‘ndrangheta è una merda, un cancro che purtroppo si è allargato a tutta Italia. Io sono testone e, quindi, ci tornerò finché non avremo portato via anche le mutande a questa gente. Per me scafisti e ‘ndranghetisti sono la stessa cosa. Io accetto tantissime critiche. Sto subendo infamie di ogni genere, l’unica cosa che non tollero, e per cui ho fatto gia’ diverse querele, è quando il mio nome viene accostato alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta. Poi possono dire che sono brutto, cattivo e razzista”. E’ la risposta di Matteo Salvini, eletto in Calabria alle ultime Politiche, in merito al presunto sostegno elettorale da parte della criminalita’ organizzata locale. “Incontro quotidianamente alcune migliaia di persone. Io immagino – ha detto il vicepremier ai giornalisti – che voi che avete una telecamera in mano siate tutte persone per bene” ha aggiunto Salvini. “Le inchieste dell’Espresso hanno l’attendibilita’ di Topolino ed io leggo con più passione Topolino”. Così Salvini ha commentato l’inchiesta giornalistica de L’Espresso che ha ipotizzato legami con la ‘ndrangheta di esponenti calabresi della Lega. “La mafia – ha detto Salvini – ci fa schifo. Dove c’è puzza di mafia non ci siamo noi”. Per quanto riguarda poi il responsabile regionale della Lega e deputato Domenico Furgiuele, il cui suocero, ha scritto l’Espresso, è in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso e ha i beni sotto sequestro su richiesta dell’Antimafia, Salvini ha detto: “E’ indagato? No? Perfetto. Inopportuno? Di cose inopportune è pieno il mondo”.

Salvini a San Ferdinando annuncia lo smantellamento della tendopoli: “prima vengono gli italiani”

“Chi scappa dalla guerra ed ha il diritto di stare in Italia è il benvenuto. Chi non scappa dalla guerra ed è semplicemente un nuovo schiavo a disposizione della malavita organizzata non sta nè a San Ferdinando, nè in Italia. Ovviamente chi ha diritto di stare in Italia ci sta con tutti i diritti ed i doveri degli altri cittadini italiani. Siccome ci sono cinque milioni di italiani in povertà, prima penso a questi cinque milioni. E la casa ed il lavoro ci sono prima per loro: non c’è casa e lavoro per tutti, quindi chi ha diritto di stare qua paga e fa tutto quello che fanno gli altri. Non ci sono vie privilegiate se stai nella baraccopoli di San Ferdinando. Nel mio Paese, nel 2018 – ha aggiunto Salvini – non si fanno le baracche, nella baraccopoli a San Ferdinando da qui a breve non ci starai più. Molto semplicemente”.

Salvini sugli immigrati: “all’Europa chiediamo soldi veri, non chiacchiere”

“Stiamo lavorando giorno e notte. Vedrò il presidente del Consiglio e avremo i 10 punti di interesse italiano che sottoporro’ ai miei colleghi. Vedro’ prima il collega tedesco, poi quello austriaco, poi il collega francese e vedremo finalmente di portare a casa qualche risultato concreto per la sicurezza degli italiani, cosa che negli ultimi anni non e’ stata fatta”. Lo dice Matteo Salvini in vista del vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue. “Se vogliamo aiutare la Libia a ricostruire democrazia e diritti – aggiunge poi il ministro dell’Interno – lo facciamo con soldi, per questo a Innsbruck chiedero’ ai colleghi europei soldi veri, non soldi finti o chiacchiere. Soldi di tutti, non dell’Italia e questo – spiega – riguarda anche le missioni navali che devono essere missioni di tutti, perche’ la missione Themis e’ una missione europea che su 32 navi ha 30 navi italiane, quindi ditemi voi che missione europea e'”. “Di farmi prendere in giro a nome degli italiani – prosegue Salvini – non ho piu’ voglia e cominceremo una trattativa che sara’ lunga, ma il mio obiettivo e’ che questa estate abbia meno sbarchi e meno morti”.

Salvini sull’autostrada per ricordare i carabinieri Fava e Garofalo uccisi dalla ‘ndrangheta

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo le tappe di Palmi e San Ferdinando, si e’ recato a Scilla nella piazzola dell’autostrada del Mediterraneo dove e’ stata eretta una stele a ricordo dell’omicidio, da parte della ‘ndrangheta, degli appuntati dei carabinieri Fava e Garofalo. Davanti al monumento che ricorda l’eccidio, Salvini si e’ intrattenuto in colloquio privato con le vedove dei due militari. E’ seguita una preghiera recitata da tutti i presenti cui ha fatto seguito la benedizione della stele da parte di un sacerdote. Al termine della breve cerimonia il Ministro dell’Interno non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione.