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Reggio Calabria piena di immondizia: ecco il video diventato virale e che sta dividendo il web

I reggini si sono ora divisi tra quelli che imputano la terribile situazione ad un problema di inciviltà dei cittadini e quelli che invece mettono sotto accusa la gestione della raccolta differenziata

Perché il problema SUNNU I NIRI E I ZINGARI, non gli abitanti. Questa è la strada che porta ai nuovi mercati generali, ortofrutticoli, di Reggio Calabria. Uscita San Gregorio verso Mortara. Ma gli incivili SUNNU I NIRI E I ZINGARI“. Questo, brevemente ma in maniera decisa, scrive Mara Paone sulla propria pagina Facebook, postando un video dove si vedono cumuli di immondizia lungo la strada in questione. Il video, che ha avuto oltre ventimila visualizzazioni in meno di 48 ore, sta facendo molto discutere, perché i reggini si sono ora divisi tra quelli che imputano la terribile situazione ad un problema di inciviltà dei loro concittadini e coloro che invece mettono sotto accusa la gestione comunale della raccolta dei rifiuti. Il Comune ha avviato un sistema di raccolta differenziata porta a porta ormai in vigore da circa tre anni in alcune zone della città, da molto meno in altri quartieri e ancora da avviare in altri ancora. Un sistema che per ora può essere definito un vero e proprio flop perché è diventato una sorta di gatto che si morde la coda: i cittadini più indisciplinati danneggiano quelli, per fortuna la maggior parte, che invece rispettano orari, giorni, mastelli e differenziazione dei rifiuti. Ma è innegabile che il problema principale è una sostanziale disorganizzazione della raccolta differenziata da parte del comune di Reggio Calabria. Che il pesce puzzi dalla testa, insomma, si sa, ed è necessario un dialogo imprescindibile tra amministratori e cittadini, parallelamente all’avvio, finalmente, di un sistema di raccolta capillare che funzioni in maniera efficiente. Perché chiedere il rispetto della cosa pubblica è d’obbligo per un’amministrazione, ma fornire un servizio adeguato e consono lo è ancora di più.

E dunque il post di Mara Paone, avvocato del foro di Cosenza non nuovo a commenti intelligenti, arguti e che suscitano ampie discussioni e riflessioni, ha provocato un acceso dibattito. Ecco alcuni tra i commenti più “caldi”: “La popolazione è una massa di LORDONI IMMONDI, ma il sindaco e gli amministratori in generale dove sono? A Catanzaro dobbiamo dirglielo ca iddhi non vedono e qui da voi è la stessa cosa?“. E ancora, di tutt’altro tono: “Gli incivili sono incivili, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…“. Non sono mancati ovviamente anche commenti offensivi, superflui e lontani da ciò che si può definire dibattito, commenti razzisti e che invitano quasi a non parlare di questi argomenti, come se fossero dei tabù. E infine, dei commenti leggermente distanti dall’opinione di chi ha creato il post, ma comunque frutto di riflessioni e ottimi spunti di ragionamento, considerando che il problema c’è e va risolto: “…non si può negare il degrado e la disattenzione di una amministrazione che lascia a “terra di nessuno” una intera strada. Ed allora si pulisca e si controlli. Se c’è una discarica a cielo aperto ci sarà sempre qualcuno (sempre fortemente incivile) che si sentirà legittimato a portare ogni genere di pattume li. Con buona pace del comune comunque incapace di “gestire” la cosa“. E infine: “Ma, ahimè, insisto sul fatto che purtroppo abbiamo bisogno di “repressione” per moltissime cose. Siamo incomprensibilmente gente da “ammaestrare” a vivere. Non comprendiamo che il ‘mondo” non è nostro, che lo danneggiamo per noi ed i nostri figli. D’altronde siamo quelli che, se non ci fosse un minimo di repressione e salvo la pace “dei buoni”, portiamo proprio i nostri figli in auto in braccio perché è più comodo che educarli al seggiolino e per non sentirli piangere senza capire che anche un tamponamento a 20km/h metterebbe a rischio la loro vita che è affidata a noi. Andiamo repressi. Andiamo educati. E ci sentiamo meglio degli altri“.