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Reggio Calabria, adesso a Falcomatà manca la terra sotto i piedi: si dimette persino il cugino nominato ad di Castore e Polluce, “impossibile mantenere le promesse”

Reggio Calabria, ennesima tegola sul Sindaco Falcomatà: il cugino Saverio Abenavoli, nominato amministratore delegato delle nuove società “Castore e Polluce” nel 2015 tra le polemiche, annuncia le dimissioni e spiega i motivi in modo molto chiaro

A poco più di un anno dalle elezioni comunali in cui Falcomatà è convinto di ottenere un nuovo mandato per continuare a governare la città, al Sindaco di Reggio Calabria inizia a mancare la terra sotto i piedi: il primo cittadino paga il disastro amministrativo e politico di questi 4 anni di amministrazione, e persino il cugino Saverio Abenavoli decide di mettersi da parte annunciando le dimissioni dalla guida della società in house “Castore” annunciata in pompa magna dallo stesso primo cittadino tre anni fa tra le polemiche. Già, perchè Abenavoli è cugino di primo grado della defunta madre di Giovanna Monorchio, moglie del Sindaco Falcomatà: in tanti avevano storto il naso per una nomina che sembrava contraria all’immagine di trasparenza che Falcomatà voleva dare della sua amministrazione. Qualcuno già nel 2015 chiedeva le dimissioni del Sindaco, anche perché Abenavoli era stato protagonista attivo della stagione di Scopelliti e del suo “Modello Reggio”, e a sinistra si voleva dare una totale discontinuità rispetto al passato. Falcomatà provò a difendersi dicendo – in modo imbarazzante – che con Abenavoli non c’era parentela, che era un “omonimo”, ma sulle parentele è molto difficile dire bugie infatti venne subito smascherato.

Nessuno poteva immaginare un epilogo come quello che si materializza oggi. Le difficoltà erano note da tempo, ma non si pensava così pesanti. Di fatto, le nuove società in house del Comune “Castore e Polluce” non sono mai entrate in funzione: un contenitore vuoto, uno specchietto per le allodole utilizzato da Falcomatà per “incantare le scimmie“. C’è stato anche un concorso per l’assunzione di 177 dipendenti, che adesso è bloccato (probabilmente) per sempre. E le migliaia di candidati che hanno presentato domanda, hanno perso anche i soldi. Pochi giorni fa era stato Ivano Nasso a lanciare l’allarme: “l’unico provvedimento è stato la nomina di Abenavoli, poi nulla“. E mentre la città cade a pezzi, di quelle risorse che un tempo erano i lavoratori ex Leonia, ex Fata Morgana (quando la differenziata funzionava davvero), ex Multiservizi (quando gli alberi del Lungomare non crollavano sulla testa dei passanti e le potature non avvenivano certo in piena estate!!! Circostanza tra l’altro sbandierata con orgoglio dallo stesso Falcomatà!!!!!), non ci sono più.

Oggi Saverio Abenavoli annuncia le dimissioni con dichiarazioni durissime. “C’è una città che giustamente esige che le promesse vengano mantenute. Mancano, però, le risorse previste e a suo tempo sottoscritte. E non è un dettaglio trascurabile anche perchè nel frattempo ci sono stati anche i concorsi svolti nella massima trasparenza e imparzialità e finalizzati all’assunzione di 177 dipendenti nei diversi profili. L’investimento stabilito dal piano indistruale è di 7 milioni 854 mila euro più iva (contratti di servizio Polluce e Castore con il Comune di Reggio Calabria del 22 aprile 2016). In realtà, alla vigilia dell’entrata in operatività della società, il Comune (con nota numero 97611 del 15 giugno scorso inviata via Pec) comunica che la somma disponibile è scesa a 1 milione più iva. Si badi bene: per gli stessi servizi. Con un ottavo di risorse disponibili, l’intero progetto rischia di naufragare in partenza” ha spiegato Abenavoli alla Gazzetta del Sud. Annunciando le dimissioni, Abenavoli non cela qualche frecciatina al cugino Sindaco: “Ci sono tutti i documenti pubblici sull’iter, raccontato nero su bianco nei verbali delle assemblee dei soci, del Cda e della corrispondenza tra società e socio unico, ovvero il Comune. Oggi c’è il progetto, c’è il contratto d’appalto e ci sono finalmente anche i disciplinari di servizio, ma senza soldi ci vuole uno più bravo di me. Auspico che i nostri successori possano trovare modi e tempi migliori di quelli che sono toccati a noi. Spero che riescano a ottenere al più presto una sede agibile, che ricevano risposte puntuali ed esaurienti alle loro richieste e ai loro solleciti, auspico che riescano davvero a dare le risposte che la città merita e si attende. Auspico, infine, che riescano a trovare il modo di colmare quel gap di risorse disponibili per rendere credibile l’intero progetto, dotarlo di strumenti e mezzi, sostenere l’onere degli stipendi dei dipendenti. Nel ringraziare i componenti del Cda, quello uscente e quello precedente che fino a luglio 2017 era costituito da funzionari del comune, ai successori va in ogni caso l’augurio di buon lavoro. Io fin da subito mi dichiaro disponibile per un passaggio di consegne sereno e costruttivo“.