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Reggio Calabria, l’Avv. Chindemi su Falcomatà: “è diversità o manifesta incapacità?”

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Reggio Calabria: la nota dell’Avvocato Salvatore Chindemi responsabile del CLC Coordinamento liste Civiche su Falcomatà

“Auspichiamo siano coniati nuovi aggettivi qualificativi per meglio definire i gesti politici di questo provvisorio primo cittadino , poiché , quelli conosciuti, appaiono strumenti lessicali oramai obsoleti”. Lo afferma in una nota l’Avv. Salvatore Chindemi responsabile del CLC Coordinamento liste Civiche dopo le dichiarazioni di Falcomatà in consiglio comunale..

“A volte può capitare di riscontrare, negli umani, l’ esistenza di una manifesta incapacità, mitigata , però , da una vera od apparente umiltà, ma spesso duole constatare la coesistenza di una conclamata incapacità , guarnita da una incontenibile arroganza e, al verificarsi di tale coabitazione , si crea inevitabilmente una miscela esplosiva ed incontrollabile che produce effetti incommensurabilmente devastanti. Come si possono infatti definire , con locuzioni conosciute, le ” stranezze ” del primo cittadino che , ancora una volta , in consiglio comunale l’ attonita città ha dovuto sorbirsi?”
“Il ritornello, sempre lo stesso, che il disastro socio amministrativo in cui versa la città sia da addebitare a responsabilità altrui, sembra oramai un mantra che, come un rosario, viene recitato come una stucchevole e lamentosa cantilena.
Ma, le condizioni in cui versava la città , non erano conosciute al momento della candidatura a Sindaco?
E , con quei fondamentali poco rassicuranti, perché si è promessa cinicamente una Svolta propedeutica ad una nuova Primavera di Reggio?
Perché si è ritenuto di poter affrontare un compito così gravoso, che, oggi, a distanza di quattro anni, si definisce impossibile, con quattro ragazzotti senza arte né parte , trasferendo, senza pudore, il proprio studio legale ( privo di una ancorché minimale esperienza amministrativa) nelle stanza decisionali di Palazzo S. Giorgio?
E sopratutto, in prospettiva, come si fa a far convivere una clamorosa quanto tardiva confessione di incapacità di governo della città, con la incredibile riproposizione di una candidatura ?
O si pensa possa razionalmente reggere una linea, infantilmente ideata e scolasticamente suggerita ai suoi sparuti ed attoniti sostenitori, che nessun processo virtuoso è stato possibile attivare solo per responsabilità risalenti al decennio precedente?”

“Se a qualcuno potesse mai apparire questo un argomento credibile, scansando così scioccamente responsabilità di tutta evidenza, si potrebbero allora perfino introdurre scusanti ancor più vetuste e pesanti, facendo paradossalmente retrocedere temporalmente difficoltà ed ostacoli risalenti alla seconda guerra mondiale e, se non bastasse, al terremoto di inizio secolo. Marchionne, solo per citare un comportamento virtuoso di grande visibilità, ereditando una azienda tecnicamente fallita, non approcciò il problema ricercando responsabilità in capo ai suoi predecessori ma , mettendo in campo il talento, CHE LUI AVEVA, si incamminò su sentieri impervi e, ai più, inadatti , risanando , col tempo, un’ azienda ormai defunta. E, citando esperienze a noi più vicine, il Falcomata’ VERO, quando fu chiamato a fare il Sindaco, ereditò una situazione disastrosa, di gran lunga peggiore di quella attuale ( descritta puntualmente nel libro ” La città dolente” ) ma vietò rigorosamente, alla sua squadra di governo, lamentele e scusanti e, mettendosi pazientemente al lavoro, sfornò continuamente idee e proposte che risollevarono la città”.

“Questa è la farina che abbiamo ” ripeteva continuamente , ” e con questa dobbiamo fare il pane …. e, alla fine , questo, DEVE risultare buono per la città ” .
E buono lo fece risultare, senza sospiri, lamenti o scusanti , né tantomeno delocalizzando le responsabilità e chissà dove avrebbe proiettato la città se non fosse intervenuto un destino ingiusto e crudele!!
Pare che in questi giorni un ex sostenitore di questo provvisorio primo cittadino, lo abbia consigliato, per il suo bene, di ricercare una decente exit strategy , per evitare di essere , inevitabilmente, sommerso e seppellito dalla valanga del dissenso, ma l’ incontrollabile narcisismo , che gli offusca permanentemente la vista, gli impedisce di verificare anche l’evidenza, imitando così , goffamente, il triste Nerone , il quale, mentre Roma bruciava, dal Palazzo imperiale declamava follemente versi a se stesso , definendosi il migliore degli imperatori romani.
Purtroppo non abbiamo altra scelta: abbiamo esercitato la pazienza francescana per quasi quattro anni, adesso spingiamo il tempo affinché trascorra velocemente anche quest’ultimo!!”