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Reggio Calabria, Beniamino Scarfone sulla toponomastica: “perchè cancellare ogni riferimento a D’Annunzio e Marconi? La nostra classe politica si conferma inadeguata impiegando tempo con questo tipo di attività senza affrontare i drammi della città”

La nota di Beniamino Scarfone esponente politico della destra reggina, già consigliere comunale di Reggio Calabria sulla toponomastica della città

“Apprendo dalla stampa che Palazzo San Giorgio, con grande enfasi, dà notizia dell’approvazione di una modifica al Regolamento comunale per la toponomastica e la numerazione civica che nega la possibilità di intitolare vie, piazze, strade, larghi, parchi, ad associazioni, partiti, esponenti della politica e persone che abbiano professato, aderito e/o supportato idee riconducibili all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa, sessuale, o nei cui confronti siano emersi legami con la criminalità organizzata”. Lo afferma in una nota Beniamino Scarfone esponente politico della destra reggina, già consigliere comunale.

“Dopo questo ultimo atto una domanda mi sorge spontanea da cittadino e da ex consigliere comunale della nostra città: in futuro dobbiamo aspettarci da parte dell’amministrazione del Sindaco Falcomatà una revisione della toponomastica reggina con la cancellazione di ogni riferimento a personaggi quali Guglielmo Marconi o Gabriele D’Annunzio? Sono veramente convinti i rappresentati della “polis” cittadina che, eventualmente, intitolare spazi pubblici a Giovanni Gentile, Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Pirandello, Italo Balbo, Giuseppe Ungaretti, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello o Gino Bartali possa rappresentare un pericolo per la democrazia o possa servire da monito… per cosa? Tutti questi personaggi aderirono al fascismo e/o la Repubblica Sociale Italiana eppure sono simboli positivi dell’italianità nel mondo. La mia personale opinione è che per l’ennesima volta siamo costretti ad assistere ad una nuova iniziativa da parte di una classe politica inadeguata. La scelta di impiegare il tempo per attività di questo tipo, senza voler affrontare i grandi drammi che la nostra città vive quotidianamente, è solo una delle tante pagine grottesche di una politica che, dal 2014 ad oggi, è riuscita solo a produrre atti tesi a fronteggiare l’imminente pericolo fascista”.