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Reggio Calabria, il duro sfogo di una cittadina: “Dipendenti Atam maltrattati e raggirati”

La lettera-sfogo di una cittadina di Reggio Calabria: “Come può’ definirsi ” metropolitana ” una città che priva i suoi cittadini di uno dei beni più importanti, di un diritto assoluto, della tranquillità e della serenità economica, sanitaria, morale?”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera-denuncia di una cittadina di Reggio Calabria in merito alla condizione di disagio a cui sono costretti i dipendenti Atam e le loro famiglie:
Da un paio di anni a questa parte i dipendenti ATAM vengono “maltrattati” e “raggirati” riguardo i loro stipendi la cui erogazione spesso e “volentieri” viene largamente posticipata a tempo indeterminato adducendo stupide scuse esplicitamente volte a cercar di prendere in giro e guadagnare tempo per trovare una motivazione valida (che ovviamente non esiste). 
L’ interesse primario sbandierato ai quattro venti e’ quello di rendere l’ azienda competitiva con le altre riguardo i kilometri da percorrere tanto da istituire tavoli di discussione con relativi articoli per dimostrare che Reggio Calabria e’ una città sempre pronta ad offrire il meglio ai propri cittadini ma “trascura, offende, mette in grosse difficoltà ” coloro che sono i fautori di questo “meglio”, coloro che offrono fisicamente e mentalmente il servizio di cui si parla e senza i quali non esisterebbe. Gli interessi degli organi competenti sono “di facciata” e non riguardano minimamente la questione che affligge ultimamente molte famiglie.
Se qualcuno pensa che i dipendenti in tutto questo siano privati della loro dignità sbaglia largamente: i dipendenti hanno e dimostrano un alto grado di dignità continuando ad espletare il loro servizio regolarmente nonostante le dovute difficoltà. 
La dignità, la serietà e la coscienza manca a chi priva, anche temporaneamente, i dipendenti e le loro famiglie degli stipendi.
Lor cari signori non vi rendete conto che ci sono “scadenze obbligatorie” da rispettare (mutui, bollette, visite, esami medici) che non aspettano i vostri capricci per essere adempiti. In questo modo mettete in pericolo la salute, l’ economia familiare di tutte quelle famiglie che dipendono da questi lavoratori e la colpa è solo vostra. Come può’ definirsi ” metropolitana ” una città che priva i suoi cittadini di uno dei beni più importanti, di un diritto assoluto, della tranquillità e della serenità economica, sanitaria, morale?
A noi non importa niente se si vuole progettare, se si vuole attuare la metropolitana dello Stretto, se la nostra città istituisce sempre più servizi social-tecnologici, se questa estate sarà all’ insegna di grandi artisti o di eventi culturali programmati nelle varie zone di aggregamento; tutto questo non pagherà i nostri affitti, le nostre bollette, le nostre visite mediche, le nostre medicine, la nostra spesa, i nostri beni primari per non dire secondari, si perché galleggiando in questa situazione beh chi lavora seriamente, con impegno, “giustamente”, non può concedersi un ” di più ” una volta ogni tanto.
Mettetevi una mano sulla coscienza (che dovete cercare a fondo) e disponete immediatamente il pagamento degli stipendi!.
Condidorio Immacolata