‘Ndrangheta: per la Dia ancora “attuali i riti di affiliazione”

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Ecco cosa sostiene, parlando della ‘ndrangheta, la Direzione Investigativa Antimafia, nella relazione semetrale al Parlamento

“Non appartengono al passato, ne’ devono essere relegati a mero fenomeno folkloristico, i riti iniziatici di affiliazione e di passaggio di ‘grado'”. Lo sostiene, parlando della ‘ndrangheta, la Direzione Investigativa Antimafia, nella relazione semetrale al Parlamento. “Le più recenti acquisizioni investigative danno conto, infatti, di quanto essi siano tuttora indispensabili per definire appartenenza e gerarchie interne, per rafforzare il senso di identità e per darle ‘riconoscibilita” all’esterno. Un modello organizzativo – scrive la Dia – che consente alle cosche di espandersi in maniera unitaria e di accreditarsi con forza in quei ‘circuiti’, utili a condizionare scelte politiche e amministrative, regolare rapporti con imprese, enti, banche ed istituzioni. Sette degli 8 enti comunali sciolti, nel semestre, per infiltrazioni mafiose, sono calabresi, di cui due in provincia di Reggio Calabria. Quest’ultima resta territorialmente suddivisa in “mandamento centro”, “mandamento tirrenico” e “mandamento jonico”. Il “mandamento centro”, dove si concentra la presenza delle cosche Libri, Tegano, Condello e De Stefano,e’ stato interessato, nel semestre, da varie attivita’ preventive e giudiziarie, che hanno colpito l’ala imprenditoriale della ‘ndrangheta reggina.