Categoria: CALABRIANEWS

Dia: “in Calabria la metà dei comuni sciolti per ‘ndrangheta”

‘Ndrangheta: dal 2010 al 2017 i Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni mafiose (49) rappresentano il 52% del totale (94), mentre quelli campani (18) e siciliani (18) si attestano entrambi al 19%

Dal 2010 al 2017 i Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni mafiose (49) rappresentano il 52% del totale (94), mentre quelli campani (18) e siciliani (18) si attestano entrambi al 19%. Lo si legge nella relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia). Sono stati cinque i comuni sciolti per mafia nel 2010, cinque anche nel 2011, 23 nel 2012, 15 nel 2013, 10 nel 2014, sette nel 2015, otto nel 2016 e 21 nel 2017. Le 55 denunce per “scambio elettorale politico-mafioso” registrate nel 2017 “testimoniano il permanere di un pericolo latente nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, che nel prossimo futuro potrebbe tradursi in nuovi casi di scioglimento di enti locali”. Più diffusamente, “la Campania fa registrare il picco massimo di denunciati/arrestati per Comune sciolto, con un valore prossimo al 5. La Calabria presenta un importante scostamento rispetto all’andamento medio nazionale, dal momento che vede i denunciati/arrestati ex art. 416 ter c.p. in numero proporzionalmente maggiore rispetto a quello degli scioglimenti comunali, con un valore di 0,6 e quindi inferiore all’unità. Il Lazio è anch’esso segnato da uno scostamento – di segno opposto a quello della Calabria – in quanto, a fronte di 14 soggetti denunciati/arrestati ex art. 416 ter c.p., non presenta comuni sciolti”. “Alla luce della media nazionale, gli scostamenti registrati sulla Calabria e sul Lazio potrebbero risultare indicativi di condotte criminali latenti. Nel primo caso, la presenza di un numero più elevato di Comuni sciolti rispetto ai denunciati ex art. 416 ter c.p., potrebbe essere sintomatico della presenza di soggetti ancora da assicurare alla Giustizia, che si sono adoperati per uno ‘scambio elettorale politico-mafioso’. Al contrario, per il Lazio, il numero elevato di soggetti denunciati ex art. 416 ter c.p. rispetto alla mancanza di comuni sciolti, potrebbe prefigurare casi di attività amministrative condizionate dalla criminalità organizzata ancora da accertare giudiziariamente”.