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Messina, Giuseppe Sanò: “Caro sindaco, fa male al cuore vedere Torre Faro invasa dall’immondizia” [FOTO]

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Messina, Giuseppe Sanò chiede al sindaco di rendere noti quali interventi sono in programma per il  decoro di Torre Faro, compresa la raccolta “differenziata”  e la caotica viabilità estiva

Meglio fare o non fare, dire o non dire, per carattere preferisco sempre prendere posizione, giusta o sbagliata che sia. Si è vero, non ricopro più cariche istituzionali, ma non per questo ho smesso di avere un pensiero critico. Ritengo, che chi come me, si sia speso per la propria città, per il proprio territorio, non possa smettere di prendere parte alla vita politica, diversamente vorrebbe dire avere perseguito un interesse di scopo, legato alle circostanze. Ho seguito con estremo interesse le vicende di Palazzo Zanca e come il telespettatore di un talk show ho commentato con i miei cari quello che accadeva, senza renderlo di dominio pubblico. Non voglio entrare nel merito di quanto sta accadendo, perché ho sempre criticato chi si lascia andare a commenti assimilabili a quelli di una qualsiasi tifoseria. Non vorrei dovermi rassegnare a scrivere sempre degli stessi problemi o peggio gettare la spugna e rinunciare a sperare in quel cambiamento, che abbiamo sentito in tutti i comizi elettorali dei mesi scorsi. Approfitto dell’evidente vitalità del nostro nuovo Sindaco, della sua iperattività, per condividere le mie preoccupazioni”.

“Caro Sindaco, come forse sa, risiedo nel borgo marinaro di Torre Faro, che per meriti legati esclusivamente alla generosità della natura, è considerata una delle località più ambite della città, un po’ come la sua amata Santa Teresa. Ho sempre ritenuto ed in passato l’ho anche scritto, che le risorse economiche da destinare al decoro e all’organizzazione della città, compresi i servizi di mobilità urbana, dovessero essere utilizzate tenendo conto delle priorità, almeno fino a quando non si disponga di maggiori investimenti. Infatti, come si sarà già reso conto, almeno per tutto il periodo estivo, la riviera nord di Messina accoglie vacanzieri di ogni genere, le seconde case dei messinesi si popolano e fortunatamente anche la ricettività turistica cambia passo. Solo queste poche considerazioni sarebbero bastevoli a far emergere l’importanza di programmare investimenti sul territorio, così da consolidare ed incrementare i flussi turistici, che indubbiamente sono influenzati negativamente dallo stato di degrado in cui versano. Fa male al cuore uscire di casa e vedere un paese invaso dall’immondizia, sembra assurdo che non si faccia in tempo a bonificare una discarica abusiva che si riforma, ma è ancora più doloroso non riuscire a fare una passeggiata tra le vie del paese senza rischiare di essere investiti o peggio pensare a tutti i gas di scarico, che i nostri bambini inalano passivamente nei loro passeggini. A scanso di equivoci, le stesse considerazioni le ho sempre fatte anche all’Amministrazione precedente, con la quale ho partecipato alla recente competizione elettorale, proprio perché, come ho già sottolineato in premessa, chi ama il proprio territorio lo fa sempre e comunque, indipendentemente dal proprio credo politico, come amano dire i suoi fans, senza se e senza ma”.

“Dunque, a stagione estiva inoltrata, ritenendolo prioritario per l’economia locale e per la vivibilità dei luoghi, chiedo al mio nuovo Sindaco, Cateno De Luca, di sapere come intende intervenire sul decoro rivierasco, compresa la raccolta “differenziata” ove già presente, e la caotica viabilità estiva, che rende invivibile il borgo marinaro di Torre Faro così come altri villaggi della zona nord. Sarei felice di apprendere anche, che nei suoi progetti è presente una qualsivoglia idea di isola pedonale estiva, che permetterebbe di vivere il paese in sicurezza e con spensieratezza. Infine, auguro al mio Sindaco buon lavoro ed ai mie concittadini di trascorrere delle serene ferie estive, pregandoli di immaginare di trovarsi in una di quelle località turistiche di cui conservano i ricordi migliori, quelle dove non si buttano carte in terra, non si lasciano bottiglie di birra in spiaggia e non si rinnovano gli arredi delle villette gettando tutto il démodé ai margini dei cassonetti”.

Con immutata speranza, Giuseppe Sanò