Le dichiarazioni scioccanti dello psichiatria Meluzzi: “i migranti sono portatori di malattie mentali”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Meluzzi shock: “Migranti portatori di malattie mentali. Da Kabobo in giù abbiamo visto arrivare con i barconi in Italia un’onda di follia. Le carceri sono i nuovi manicomi. Mettere un colletto bianco in cella con uno stupratore nigeriano è un ottimo strumento per fargli raccontare qualsiasi cosa”

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, in merito alle dichiarazioni del Ministro Salvini sull’esplosione di aggressioni da parte dei pazienti psichiatrici. “Fa bene il Ministro Salvini a sollevare questioni che attengono a zone che riguardano lui, ossia reati penali commessi in strada da soggetti certamente portatori di disturbi psichiatrici –ha affermato Meluzzi. Devo dire c’è una altissima densità di queste situazioni nella popolazione migrante, da Kabobo in giù abbiamo visto arrivare con i barconi in Italia un’onda non solo di emarginazione, dolore e violenza ma anche di follia. I Migranti produrranno alla fine anche un grandissimo problema di salute mentale, basta varcare la soglia di un pronto soccorso o di un carcere per rendersene conto. Fra i tanti problemi sanitari prodotti dall’immigrazione incontrollata oltre a quelli virologici o microbiologici ci sono anche quelli di natura psichiatrico-forense, questo è fuori di dubbio e nessuno può contestare questa affermazione”.

“Mi felicito con il direttivo della Società Italiana di Psichiatria che riesce ad avere statistiche tanto precise sul fatto che il 95% dei reati violenti è commesso da persone ‘normali’ –ha aggiunto Meluzzi-. Dubito molto che queste statistiche siano attendibili perché non vedo da quali fonti la Società Italiana di Psichiatria può attingere. La questione è molto semplice, se noi guardiamo alle carceri troviamo un altissima percentuale di pazienti in terapia psichiatrica. Basta scorrere le cartelle delle infermerie, troviamo farmaci vari come ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore e sostanze sostitutive agli oppiacei ce n’è una quantità che, non vorrei essere approssimativo come la Società Italiana di Psichiatria, andrei stimando intorno al 30% e oltre dei detenuti il che mi fa pensare che la condizione di salute di coloro che commettono reati penali non sia così buona. Non è vero che solo i ‘sani’ commettono reati violenti, perché quando poi si fanno le perizie psichiatriche, anche in reati molto gravi, si trova poi una quantità di disturbi: di personalità, dell’umore, di ansia, ossessivo-compulsivi, dissociativi. Mi sembra che l’affermazione sia ideologica e priva di contenuto”. “In carcere si distribuiscono psicofarmaci come si distribuisce latte. Tutto per diminuire insonnia, conflittualità e senso claustrofobico. Devo dire che i carceri sono ormai dei lazzaretti dove coabitano persone fra di loro eterogenee perché vanno in carcere lo spacciatore nigeriano, il femminicida, l’assessore al bilancio in attesa di essere sentito dal GIP. Si verifica lo stesso che si verificava un tempo nei manicomi”

“Prendere un colletto bianco e metterlo in una cella con quattro extracomunitari violenti, uno spacciatore marocchino, uno stupratore nigeriano e un mafioso è un ottimo strumento per fargli raccontare qualsiasi cosa” ha concluso Meluzzi.