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Dia: “l’immigrazione clandestina tra principali business delle mafie”

LaPresse/Carmelo Imbesi

“Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è uno dei principali e più remunerativi business criminali”: lo sottolinea la Relazione semestrale della Dia

“Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è uno dei principali e più remunerativi business criminali”: lo sottolinea la Relazione semestrale della Dia, spiegando che su questo terreno le organizzazioni criminali straniere e quelle italiane si incontrano e formano alleanze. “Lo scenario criminale nazionale continua ad essere segnato da una interazione tra i sodalizi italiani e quelli di matrice straniera, assumendo connotazioni particolari a seconda dell’area geografica in cui tali sinergie vengono a realizzarsi”, si legge nella Relazione, che spiega: “Nelle regioni del sud Italia i gruppi stranieri agiscono, tendenzialmente, con l’assenso delle organizzazioni mafiose autoctone mentre, nelle restanti regioni, tendono a ritagliarsi spazi di autonomia operativa, che sfociano anche in forme di collaborazione su piani quasi paritetici”. E “in tale contesto, il traffico di stupefacenti, quello delle armi, i reati concernenti l’immigrazione clandestina e la tratta di persone da avviare alla prostituzione e al lavoro nero (anche attraverso il “caporalato”), la contraffazione, i reati contro il patrimonio e i furti di rame, sono solo alcuni dei settori dell’illecito maggiormente rappresentativi dell’operatività della criminalità straniera in Italia”. Ma – avverte la Dia – “accanto al narcotraffico ed alla contraffazione su scala mondiale, gestiti da ramificate holding malavitose transnazionali, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con tutta la sua scia di reati satellite, per le proporzioni raggiunte e grazie ad uno scacchiere geo-politico in continua evoluzione, è uno dei principali e più remunerativi business criminali”.