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Il Movimento Nazionale per la Sovranità sulle motivazioni della sentenza su Scopelliti: “sarebbe importante spiegare ai giovani cos’è stata Reggio in quegli anni”

Reggio Calabria, il Movimento Nazionale per la Sovranità risponde all’assessore Irene Calabrò

Le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che ha sancito la condanna del Sindaco Giuseppe Scopelliti a 4 anni e 7 mesi per il reato di “falso in atto pubblico”, che rispettiamo per l’elevato senso di responsabilità Istituzionale che ci contraddistingue, hanno suscitato la reazione da parte di Irene Calabrò, per chi non lo sapesse, Assessora al bilancio del Comune di Reggio Calabria. Accogliamo l’invito a riflettere sulle motivazioni della sentenza formulate dalla giovane Assessora così come condividiamo l’esigenza di divulgarla nelle scuole, nei circoli, nei luoghi di ritrovo comuni”. L’attività didattica auspicata dall’incauta assessora dovrebbe essere ampia ed esaustiva per poter fare comprendere ai giovani cosa è stata Reggio negli anni di sindacatura Scopelliti, ed in particolare quale era il livello qualitativo dei servizi pubblici, le opere pubbliche realizzate, l’offerta culturale prodotta, lo sviluppo turistico e le opportunità lavorative che ha determinato, la centralità che la loro città aveva assunto nel Meridione e nel bacino del Mediterraneo e, per finire, il conseguimento dello Status di Città Metropolitana“. Lo afferma, in una nota, il Movimento Nazionale per la Sovranità di Reggio Calabria.

Occorrerà uno sforzo particolare – prosegue il MNS – per poter far comprendere ai più giovani il processo di distruzione che a loro città ha subito in appena 6 anni in cui si sono succedute la gestione commissariale e l’attuale Amministrazione comunale che vede come giovane di punta l’attuale assessora alle finanze. Quanto alle irregolarità di bilancio l’attività divulgativa dovrà essere la più ampia ed esauriente possibile al fine di informare i giovani dell’imbarazzante tecnica dei famigerati “bilanci orali” frutto della prassi consolidata nella sanità calabrese ai tempi della Giunta Loiero. Il modus operandi balzato agli onori della cronaca della stampa  specializzata che ha individuato nella Calabria “l’unica regione italiana a non avere una contabilità scritta”. L’excursus storico è indispensabile per far comprendere ai cittadini che la causa principale che ha determinato lo stato disastroso in cui versa la sanità in calabria è da ricondurre principalmente alla predetta prassi che ha condotto la Regione nel baratro del commissariamento con la conseguente negazione ai calabresi del fondamentale diritto alla salute. Passando all’esame della sentenza lasciamo libera l’assessora di poter sprigionare i suoi pensieri limitandoci a raccomandarle di far presenta ai giovani che Scopelliti è stato il primo sindaco ad essere condannato a scontare pena detentiva per falso in bilancio e che è stato l’unico politico che si è dimesso da Governatore della Calabria all’indomani della sentenza di primo Grado . A conclusione della fase divulgativa ci permettiamo di consigliare all’assessora di affrontare il problema della disoccupazione giovanile e della migrazione dei cervelli, stigmatizzando i metodi  utilizzati da pochi privilegiati per manipolare, con sprezzante arroganza, i concorsi pubblici. Finita la fase divulgativa sarebbe opportuno dare ai giovani una speranza, ed a ciò riteniamo possa essere utile che l’assessora racconti la sua esperienza personale, per far comprendere loro che basta candidarsi al posto giusto e nel momento giusto, per poter accedere a posti prestigiosi come quello di assessore di una Città Metropolitana. Per quanto ci riguarda, siamo disponibili ad affiancare l’ assessora nella sua opera divulgativa nelle sedi che ella riterrà più opportune per dialogare con i giovani diffondendo i postulati di legalità e sentimenti di fiducia nella Giustizia che si fonda sul principio fondamentale che ” la Legge è uguale per tutti”“.