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Reggio Calabria, Gioventù Nazionale sugli Scavi archeologici: “l’amministrazione chiarisca il progetto di valorizzazione”

Reggio Calabria, Gioventù Nazionale: “Scavi archeologici interrati dopo due anni di parole al vento. L’Amministrazione chiarisca alla Città il progetto di valorizzazione”

A due anni dal loro rinvenimento, i reperti archeologici venuti alla luce durante gli scavi di cantiere di Piazza Garibaldi, sono stati interrati. Era fine aprile 2016 quando la scoperta veniva esaltata perché di portata storica e, da allora, fiumi di parole sono state spese perché a quei resti romani fosse data la giusta valorizzazione. E così gli scavi sono diventati in questi abbondanti due anni, alternativamente, piscina durante le piogge o discarica. A nostro avviso è stato più deleterio questo tempo che i duemila anni, “al sicuro” sotto i nostri piedi. Reperti archeologici anch’essi vittime di una mancanza di programmazione da parte dell’amministrazione che la città vive ed ha ben visibile sotto gli occhi, soprattutto in questo periodo estivo in cui dovrebbe registrare boom di presenze che diano linfa alle attività ricettive e respirarne l’entusiasmo, attirate dal nostro patrimonio storico e archeologico, oltre che dalle nostre bellezze naturali e dal nostro mare“. Lo scrive in una nota stampa Gioventù Nazionale.

Per la Calabria intera i dati non sono confortanti: secondo il Sindacato italiano balneari (che associa circa 10.000 imprese ed aderisce alla Fipe-Confcommercio), infatti, la nostra regione avrebbe registrato nel mese di luglio il 30% in meno di presenze, dovuto a condizioni climatiche ad inizio stagione poco clementi. Ma se a questi dati ci aggiungiamo l’assenza di progettualità, ovvero l’impulso di chi dovrebbe governarci ai vari livelli, e il mancato inserimento della nostra città all’interno di un circuito più ampio in cui sia anche snodo nevralgico di trasporti e infrastrutture, se consideriamo che i numerosi siti archeologici di pregio non sono valorizzati, anzi vengono abbandonati all’incuria, capiamo bene che la situazione economica rischia di essere sempre più affossata e paralizzata. Alla luce delle nostre considerazioni, siamo sconcertati dalla soluzione adottata dall’amministrazione e dalla Soprintendenza di interrare i reperti archeologici, sebbene vi siano alla base dei seri motivi tecnici, ma d’altro canto ci suona come la più palese metafora di come chi governa Reggio preferisca insabbiare i problemi anziché risolverli e chiarire alla città come intenda valorizzare le nostre ricchezze storiche!”, conclude la nota.