Calabria, Tirocinanti: “esausti e delusi dal tavolo tecnico. Trattati come numeri e non come esseri umani”

I Tirocinanti della Regione Calabria dichiarano: “solita “tarantella calabrese” di colpe e scarica barile e veniamo trattati come numeri e non esseri umani”

Dure le parole dei Tirocinanti della Regione Calabria dopo il tavolo tecnico di ieri tenuto dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. In una nota stampa si dichiarano delusi, arrabbiati e amareggiati dalla situazioni in cui versato. “Noi tirocinanti uniti della regione Calabria, dopo anni di precaria vertenza essendo ex lavoratori in mobilità in deroga, siamo esausti nonché aspramente delusi dopo il tavolo indetto il 9 luglio c.a. Da esso ne è uscito la solita “tarantella calabrese” di colpe e scarica barile. Continuiamo ad essere trattati come numeri e non esseri umani. Il presidente Mario Oliverio ha tenuto e presieduto il tavolo per cercare una soluzione che poteva essere l’inizio di alcuni tirocini ma le tre sigle sindacali hanno, ovviamente, rifiutato una soluzione parziale del dramma. Ma veniamo ai fatti: I tirocini enti pubblici / privati dovevano iniziare a maggio/giugno, ma a maggio con L’ AGGIORNAMENTO DELLA BANCA DATI È EMERSO CHE LE RISORSE RESIDUE ALL’INPS DI Catanzaro ERANO SOLO 6 MLN DI € + 5 MLN DI * TESORUCCIO ” MENTRE LA REGIONE SOSTIENE CHE CE NE DOVREBBERO ESSERE CIRCA 40 MLN DI € CREANDO UNA DISCREPANZA TRA * DECRETATO ED EROGATO! Per CUI LA REGIONE DICE CHE L’INPS NAZIONALE Non SA FARE I CONTI E L INPS NAZIONALE DICE CHE QUESTE SONO LE REALI RISORSE: CIOÈ 11 MLN DI €. La domanda è: che fine hanno fatto i soldi? Spariti nel nulla? Sta di fatto che senza risorse, il tirocinio di 12 mesi + 12 a 500 € al mese per 6 mila ex percettori (totale 36 mln + 36 mln = 72 mln di €) NON PUO’ PARTIRE, E CHISSÀ SE PARTIRÀ MAI. Ci sono famiglie alla fame totale, sommerse da bollette insolute di sfratti esecutivi e di depressioni di massa! Intanto i sindacati in via unitaria aprono lo stato di agitazione e comunicano prossime manifestazioni di protesta. Si dovrebbe andare a Roma, per come sempre, boicottarci nella lunga scala al contrario della vita fatta di inciuci di palazzo ove solo chi ha facoltà di pigiare i bottoni può sapere e ove la gente comune viene sempre meno rappresentata da politica e sindacati! Quindi chiediamo che le sigle sindacali confederali e non indichino quanto prima una manifestazione ad oltranza in regione Calabria presso l’aeroporto di Lamezia Terme perché senza se e senza ma si trovi un percorso virtuoso e non utopico alla risoluzione immediata di questa triste vicenda” concludono.