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ASP Reggio Calabria, situazione allo sbando: adesso le strutture sanitarie accreditate rischiano di chiudere, “verso proteste eclatanti” [DETTAGLI]

Sanità Privata, ASP Reggio Calabria: “oltre il danno la beffa. Strutture sanitarie accreditate a rischio chiusura”

“Le strutture private accreditate della provincia di Reggio Calabria lamentano un forte malessere per la gravissima crisi economica in cui versano a causa dei mancati pagamenti da parte dell’ASP di Reggio Calabria delle prestazioni di specialistica ambulatoriale eseguite”. Lo affermano in una nota le Strutture private accreditate di Reggio Calabria.

“Dopo essere state costrette a firmare i contratti con abbattimenti del 40-50% sulla produzione effettuata nel 2017, pena la revoca dell’accreditamento, ad oggi le strutture malgrado le promesse, del dirigente del settore Dott. Barillaro e del Direttore Generale Dott. Brancati, continuano a non essere pagate. Nonostante la Regione Calabria eroghi regolarmente le rimesse mensili, l’ASP di Reggio Calabria da quasi otto mesi non provvede al pagamento delle prestazioni neanche in acconto, (l’ultima mensilità risale al mese di luglio 2017, pagata ina acconto al 70%) effettuata nei primi giorni di dicembre 2017. Adesso le strutture sono allo stremo, non riescono più a far fronte al pagamento dei fornitori e soprattutto delle tasse, oltre agli stipendi dei dipendenti,  e moltissimi erogatori privati sono prossimi ad abbassare le serrande non potendo più far fronte neanche al pagamento delle spese ordinarie, (fitti, utenze). Inoltre come già anticipato in precedenti comunicati tutte le strutture sono state costrette a ridurre la forza lavoro, effettuando a malincuore dei licenziamenti di operatori che si ritrovano dopo tantissimi anni, molti in età avanzata, a dover cercare lavoro, cosa quasi impossibile con questa crisi economica”.

“Le strutture, proprio per venire incontro all’utenza dopo un mese in cui hanno effettuato prestazioni solo a pagamento, hanno deciso di riprendere le impegnative, cosa che purtroppo potranno fare ancora per poco. Con i tetti di spesa quasi dimezzati, la maggior parte delle strutture avrà esaurito il budget già ad agosto/settembre. Tutto questo grazie al Commissario Scura il quale ha deciso di trasferire, arbitrariamente, le somme destinate alla specialistica ambulatoriale privata alle Case di Cura private. Tale situazione oltre a mettere a rischio l’erogazione del servizio a favore dell’utenza su tutta la provincia di Reggio Calabria, sta causando drammatiche ed inimmaginabili conseguenze di rilievo sociale, con la ripercussione di tale situazione sulle famiglie. I nostri dipendenti non sono retribuiti da diversi mesi e molti hanno bambini piccoli, ragazzi da mantenere all’università, mutui da pagare. Ma sembra che di tutto questo alle istituzioni importi poco o nulla. Ora vorremmo sapere, a chi giova questa situazione? Perché tanto accanimento contro le strutture private? Chi c’è dietro tutto questo? Chi ha interesse a far chiudere le strutture? È questo il disegno perpetrato dalla Regione Calabria, dal Commissario Scura, dai Direttori Generali?”

“Allo stato attuale non si conoscono i motivi per il quale le strutture non sono state ancora retribuite. Era stato promesso il pagamento delle prime tre mensilità del 2018.  Ma che fine hanno fatto i soldi delle rimesse effettuate dalla regione da gennaio a giugno 2018 destinati alle strutture accreditate? Perché le istituzioni, la magistratura i politici non si interessano di queste vicende? Tra qualche giorno la quasi totalità di strutture chiuderà per le ferie estive, e dobbiamo dire che purtroppo c’è la possibilità che alcune strutture non riuscendo più a far fronte a questa situazione non riusciranno a riaprire a settembre. Alla luce di quanto sopra esposto, le strutture sanitarie private della provincia di Reggio Calabria, permanendo nell’attuale stato di agitazione, ritengono doveroso ed opportuno portare a conoscenza della popolazione la grave situazione in cui si trovano, comunicano che permanendo l’attuale situazione saranno prese in considerazione ulteriori e più incisive forme di protesta”.