Maxi Blitz dei Carabinieri al Campo Rom di Lamezia Terme, il Procuratore: “inquinavano tutto con serio pericolo per la salute pubblica”

La nota del procuratore capo Salvatore Curcio che ha coordinato le indagini nel blitz dei Carabinieri al Capo Rom di Lamezia Terme

Saranno inviati alla Dda gli atti dell’inchiesta dei Carabinieri che stamane hanno arrestato, nel campo nomadi di Lamezia Terme, 5 persone e notificato 34 divieti di dimora per reati ambientali legati allo smaltimento illecito di rifiuti. Lo ha detto ai giornalisti il procuratore capo, Salvatore Curcio, che ha coordinato le indagini. “Questa attivita’ investigativa – ha detto – si colloca in un solco ben definito, che muove dal 2016 con la vecchia operazione “Killer Smoke” e che aveva ad oggetto la tutela della salute pubblica proprio degli abitanti del campo Rom di Scordovillo messa in serio pericolo dal reiterarsi dei fuochi e dallo sprigionamento di diossina fino all’inquinamento della matrice del suolo e dell’aria con il rischio di inquinamento anche delle falde acquifere. Purtroppo – ha spiegato Curcio – la reiterazione dell’accensione di fuochi e dello smaltimento di rifiuti anche pericolosi ha indotto la procura gia’ nel 20117 ad incardinare un nuovo procedimento penale che ha visto la contestazione di reati nuovi di competenza anche della Dda di Catanzaro alla quale gli atti saranno inviati in relazione al reato di illecito traffico di rifiuti. Un’attivita’ – ha quindi precisato Curcio – che affonda le sue radici nel tempo ed e’ svincolata dal discorso politico attuale”.