Elezioni Messina, è caos: De Luca rimane completamente solo al ballottaggio e se perde non entra neanche in consiglio, ma se vince non potrà governare. Ecco la composizione dei seggi [NOMI e DETTAGLI]

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Elezioni Messina, parte il conto alla rovescia per la sfida al ballottaggio tra Bramanti e De Luca: ecco come verrebbero ripartiti i seggi in Consiglio comunale in base al risultato di domenica 24 giugno

A Messina parte il conto alla rovescia per domenica 24 giugno, l’attesissimo incontro elettorale in cui Dino Bramanti e Cateno De Luca si sfideranno al ballottaggio. Entro le prime ore del 25 giugno conosceremo il nome del prossimo sindaco di Messina e possiamo già ipotizzare quale sarà la futura composizione del consiglio comunale alla luce dei dati elaborati da Palazzo Zanca. In questa competizione elettorale, come già più volte abbiamo raccontato, la vicenda di De Luca ha portato alla luce tutte le anomalie di questa legge elettorale. Una legge regionale schizofrenica, ritenuta da alcuni anche ai limiti della democrazia. Il candidato sindaco e onorevole regionale ha ottenuto al primo turno il 19,81% dei voti, ma nessuna delle sue liste a suo sostegno ha raggiunto il quorum del 5%, soglia fissata per far scattare il seggio per i candidati al consiglio comunale.

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Bramanti-De Luca

La legge regionale ammette però apparentamenti “dell’ultima ora”, ovvero la possibilità per i candidati di liste avverse al candidato sindaco di correre al ballottaggio in suo sostegno  e puntare quindi, in caso di vittoria, alla conquista del premio di maggioranza, ovvero il 60% dei seggi in consiglio comunale. Un’ ipotesi che però è sfumata nel corso della scorsa settimana. De Domenico, Navarra e Sciacca, gli unici che avrebbero avuto dei vantaggi ad allearsi con l’onorevole, hanno dichiarato di non voler ricorrere ad alcuna alleanza con lui, per non tradire gli elettori. Il centrosinistra, sconfitto alle elezioni, siederà compatto all’opposizione e De Luca correrà al ballottaggio da solo, trovandosi, in caso di vittoria, a dover fare i conti con un consiglio comunale in cui non siederà neanche uno dei suoi candidati delle sei liste con cui ha corso al primo turno. In caso di vittoria di De Luca la ripartizione dei seggi avverrà quindi secondo il sistema proporzionale puro. Diversa la situazione per Dino Bramanti, in corsa al primo turno con 10 liste a suo sostegno, delle quali però solo tre hanno raggiunto il quorum del 5% e cioè le liste Messina Ora, Forza Italia e Bramanti Sindaco. Anche Bramanti ha rifiutato apparentamenti, forte del fatto che in ogni caso, se vincesse al ballottaggio, l’ex direttore del Neurolesi avrà il premio di maggioranza in consiglio. Novità di queste elezioni è che indipendentemente dall’esito di domenica,  in consiglio comunale per la prima siederanno anche i grillini candidati nella lista a sostegno di Gaetano Sciacca: la lista del candidato sindaco, l’unica con cui i pentastellati hanno corso alle elezioni, ha superato il 10%.  In consiglio ci saranno anche i candidati nelle liste del centrosinistra a sostegno di Antonio Saitta, alcuni dei quali hanno già occupato gli scranni di Palazzo Zanca.

Vediamo allora nel dettaglio tutti i possibili scenari in consiglio comunale in caso di vittoria di De Luca o di Bramanti:

Gli eletti in Consiglio comunale in caso di vittoria di Cateno De Luca:

  • Per il M5S (7 in totale): Gaetano Sciacca, Andrea Argento, Serena Giannetto, Paolo Mangano, Cristina Cannistrà, Giuseppe Schepis, Francesco Cipolla.

Per il centrodestra: 

  • 4 consiglieri della lista Ora Messina: Nicoletta D’Angelo, Francesco Pagano, Giandomenico La Fauci, Pierluigi Parisi
  • 4 consiglieri candidati nella lista Bramanti Sindaco e cioè: Salvatore Sorbello, Giovanni Caruso, Giovanni Scavello, Salvatore Serra
  • 4 consiglieri di Forza Italia: Benedetto Vaccarino, Giovanna Crifò, Ugo Zante, Sebastiano Tamà
  • 1 seggio per Dino Bramanti

Per il centrosinistra:

  • 4 consiglieri PD: Claudio Cardile, Felice Calabrò, Libero Gioveni, Gaetano Gennaro
  • 4 consiglieri di LiberaMe: Biagio Bonfiglio, Massimo Rizzo, Nello Pergolizzi, Alessandro Russo
  • 4 consiglieri di Sicilia Futura: Nino Interdonato, Alessandro De Leo, Daria Rotolo, Piero La Tona

In caso di vittoria di Bramanti al ballottaggio, per la coalizione di Centro/Destra scatterebbe il premio di maggioranza. Per legge non spetterebbe il seggio a Cateno De Luca, dal momento che al primo turno il candidato sindaco non ha superato il 20% delle preferenze. Ecco quindi la ripartizione dei seggi e quali candidati arriverebbero in Consiglio:

Per il centrodestra:

  • 7 consiglieri di Ora Messina: Nicoletta D’Angelo, Francesco Pagano, Giandomenico La Fauci, Pierluigi Parisi, Concetta Buonocore, Domenico Quartarone e Francesco Zaffino
  • 6 consiglieri della lista Bramanti Sindaco: Salvatore Sorbello, Giovanni Caruso, Giovanni Scavello, Salvatore Serra Enzo Calabrò, Daniela Micali
  • 6 consiglieri di Forza Italia: Benedetto Vaccarino, Giovanna Crifò, Ugo Zante, Sebastiano Tamà, Rita La Paglia, Alessandra Colosi

Per il M5S:

  • consiglieri cinquestelle: Gaetano Sciacca, Andrea Argento, Serena Giannetto, Paolo Mangano, Cristina Cannistrà

Per il centrosinistra:

  • 3 consiglieri del PD: Claudio Cardile, Felice Calabrò, Libero Gioveni
  • 3 consiglieri di LiberaMe: Biagio Bonfiglio, Massimo Rizzo, Nello Pergolizzi
  • 2 consiglieri di Sicilia Futura: Nino Interdonato, Alessandro De Leo

Ci sono quindi 6 consiglieri comunali (2 del Movimento 5 Stelle, 4 del Centro/Sinistra) che entreranno in consiglio soltanto nel caso in cui fosse De Luca a vincere il ballottaggio. Appoggeranno personalmente De Luca, anche se le loro liste hanno rifiutato ogni discorso di apparentamento? Chissà…

Intanto è comprendere che nella sfida al ballottaggio con Bramanti, De Luca si gioca il tutto per tutto. Se l’onorevole dovesse perdere al ballottaggio uscirebbe di scena, dal momento che non entrerebbe neanche in consiglio comunale. Ma se De Luca dovesse vincere, l’onorevole dovrà fare di tutto per assicurarsi la governabilità di Palazzo Zanca e trovare quindi accordi con i neo consiglieri per formare una maggioranza post-voto in consiglio, con trattative legate anche alle nomine in giunta. Se per Bramanti, quindi, la sfida più grande è quella del ballottaggio, per De Luca la partita più difficile potrebbe iniziare dopo un’eventuale vittoria.