Reggio Calabria: il SUL in una battaglia per la legalità

A seguito di diversi procedimenti giudiziari arriva dal SUL la comunicazione dell’intenzione concreta di combattere una battaglia per la legalità, impedendo alla ‘ndrangheta di trapiantarsi e rendere sfruttabili i luoghi pubblici

Negli ultimi giorni si è avuta notizia di procedimenti giudiziari che hanno colpito, tra gli altri, alti funzionari pubblici a seguito di due inchieste distinte. Nell’ambito della cosiddetta Operazione Thalassa, viene colpito Peter Battaglia, funzionario di primo piano del Comune di Reggio Calabria e, all’epoca dei fatti, responsabile dello Sportello Unico Attività Produttive. Molti lo ritenevano insospettabile, eppure è stato accusato, oltre che di corruzione, di un reato gravissimo come il concorso esterno in associazione mafiosa in un’indagine che pare suffragata da intercettazioni inequivocabili.” E’ quanto afferma in una nota il SUL di Reggio Calabria – “La rilevanza del ruolo che Battaglia ha ricoperto e ricopre, e la sua aura di insospettabilità,  testimoniano quanto sia pericolosa ed invasiva la presenza della ‘ndrangheta nei gangli centrali della  pubblica Amministrazione, non solo di quella comunale. L’allarme suscitato ci sprona ad offrire un contributo di collaborazione fattiva con l’obiettivo di rendere sempre più difficile o impossibile che ci possano essere luoghi pubblici funzionali alla ‘ndrangheta ed all’illegalità. Analoga preoccupazione abbiamo avuto nei giorni passati per le notizie di stampa sui controlli per la concessione del suolo pubblico, definiti come estremamente laschi e senza l’imposizione della presentazione della certificazione antimafia. Anche per queste considerazioni chiediamo al Comune reggino di chiamare a raccolta le forze sane della città (partiti, sindacati, associazioni, Chiese) e di essere il motore del loro pieno coinvolgimento nelle scelte di legalità.”

“E raccomandiamo di valutare con attenzione massima l’attribuzione di responsabilità e ruoli, tenuto conto che la possibilità di errori è un rischio vero e, pur con tutte le migliori intenzioni, di errori se ne possono commettere anche per la capacità mimetica delle forze legate alla ‘ndrangheta. Il secondo episodio riguarda l’ASP e la ripetuta liquidazione delle fatture a favore di Villa Aurora per un aggravio che è stato valutato in 6 milioni di euro. Per chi non ricordasse è precisamente quanto denunciato dall’allora Commissario Straordinario dell’ASP reggina, dott. Santo Gioffrè, che immediatamente dopo queste denunce e le conseguenti decisioni di blocco delle erogazioni irregolari fu dichiarato incompatibile con la carica per una candidatura pregressa che, stranamente, era sfuggita all’atto della nomina. La gravissima situazione economica dell’ASP è solo uno dei motivi per cui occorre fare pulizia e ristabilire la legittimità dei comportamenti e dei rapporti con le aziende convenzionate. Si scopre un’attitudine a liquidare somme non dovute che risulta incredibile nell’era digitale e delle archiviazioni elettroniche. E questa volta non è la dichiarazione di un Commissario “esagitato”, ma indagini giudiziarie condotte da una delle Procure più importanti e preparate d’Italia. E mentre si liquidano somme non dovute si creano restrizioni e difficoltà a molte strutture convenzionate che svolgono il loro ruolo con diligenza e difficoltà. Il SUL intende fare la propria parte nella battaglia per la legalità. Auspichiamo che sia possibile costituire un fronte largo che aiuti le Amministrazioni nell’opera di pulizia, o le colpisca per le negligenze interessate.”