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Scoperto “cimitero dell’orrore in Sicilia”: profanavo le tombe per creare nuovi loculi, indagato anche un prete

Scoperto cimitero dell’orrore in Sicilia, profanavano le tombe per creare nuovi loculi: coinvolto anche un prete

Un vero è proprio “cimitero dell’orrore”. È questo il nome dell’inchiesta che ha condotto all’arresto dei componenti della famiglia Messina, ritenuta responsabile di aver gestito come fosse un’attività a conduzione familiare gli “affari” cimitero dell’Abbazia di San Martino delle Scale, piccola frazione di Monreale nel palermitano. Le indagini hanno condotto all’arresto di Giovanni Messina, 70enne titolare di un’agenzia di pompe funebri, del figlio, del nipote e di una terza persona. Ma nella lista degli indagati ci sono ancora altri componenti della famiglia ed anche un prete, don Michele Musumeci. Secondo gli inquirenti il parroco sarebbe stato coinvolto in una tentata estorsione ai danni di una donna che con il fratello aveva comprato due loculi, ai quali il prete, per il rinnovo della locazione, avrebbe chiesto 5mila euro. Nonostante i vari esposti presentati in passato, stavolta a dare una decisiva svolta alle indagini è stato padre Umberto Paluzzi, che ha denunciato ai carabinieri. Nello specifico i Messina avrebbero profanato le tombe già occupate per fare spazio a nuove salme e avrebbero venduto ogni loculo alla cifra di 5mila euro. Secondo quanto scoperto dai carabinieri, le tombe liberate erano quelle più vecchie e l’organizzazione criminale avrebbe, tirato fuori i resti, impastandoli col cemento utilizzato per realizzare nuovi loculi: un giro d’affari che avrebbe fruttato alla banda circa 200mila euro rispetto al quale nè il Comune di Monreale, nè l’Azienda Sanitaria se ne sono accorti.