Messina, viadotto Ritiro. Feneal Uil: “applicare Protocollo sottoscritto con l’amministrazione Accorinti”

De Vardo: ” Non permetteremo che le risorse del Masterplan e dai Patti restino appannaggio solo di aziende e lavoratori provenienti da fuori Messina”

In merito alla proclamazione dello stato di agitazione indetto da Filca Cisl e Fillea Cgil nei confronti dell’impresa Ferrobeton impegnata nel Viadotto Ritiro, condividiamo l’iniziativa, ma riteniamo tale decisione profondamente tardiva poiché era opportuno avviare una forte mobilitazione lo scorso mese di gennaio, vale a dire nel momento in cui la suddetta azienda, con la tacita complicità della committente Toto costruzioni, ha deciso la risoluzione di circa il 90% dei contratti di lavoro stipulati con le maestranze Messinesi  e, contestualmente, ha provveduto ad assumere lavoratori provenienti da altri territori. Una macelleria sociale consumata ai danni della città e dei Lavoratori edili Messinesi, che ci ha visti in forte posizione critica. È del tutto ovvio che ogni lavoratore ha il sacrosanto diritto di lavorare è non vi assolutamente alcuna questione campanilistica, ma il comportamento della Ferrobeton ha rappresentato una ingiusta provocazione che investe una tematica fondamentale per il nostro territorio. Infatti, il Sindacato si è battuto con grande determinazione per chiedere, attraverso la firma di uno specifico protocollo d’intesa, la garanzia occupazionale delle maestranze messinesi per almeno il 50% in tutti i lavori delle opere pubbliche messinesi. Facciamo, inoltre, presente che la Feneal Uil si è attivata per tempo presso l’Ispettorato territoriale del lavoro al fine di garantire il pagamento dei salari dei suddetti lavoratori ma, allo stesso modo, per garantire l’occupazione locale, anche in considerazione dei reiterati impegni assunti dall’amministrazione comunale che anche in questa occasione è stata latitante. E’ del tutto ovvio e scontato che i salari debbano essere corrisposti puntualmente e senza ritardi, considerato inoltre che l’opera è del tutto finanziata è inaccettabile il ritardo accumulato nei pagamenti. Crediamo, pertanto, che la battaglia campale sulla quale si gioca, a Messina, il futuro del settore dell’edilizia, comparto che ha storicamente rappresentato il volano dello sviluppo economico del nostro territorio, riguarda a come garantire il rilancio complessivo del settore che deve inevitabilmente passare da una tangibile inversione di tendenza nel numero degli occupati. Si sono persi oltre 10.000 posti di lavoro e non possiamo permetterci di perdere questa battaglia di civiltà e democrazia; se restiamo immobili davanti a queste “irregolarità”  sociali e morali, frantumeremo le speranze di rilancio economico del nostro territorio ma, soprattutto le speranze degli oltre 10.000 lavoratori edili messinesi che sono in trepidante attesa del rilancio di un settore che passa dai decantati appalti pubblici che, a parole, dovrebbero partire nella nostra città. Si tratta di appalti che rappresentano l’ultima spiaggia per il territorio e l’ancora di salvataggio per ogni lavoratore che spera di poter trovare risposte in termini occupazionali e, soprattutto, una boccata di ossigeno economico per la propria famiglia. Pertanto, la Feneal Uil, nel vigilare con attenzione affinché si proceda nella redazione dei progetti esecutivi, non permetterà che le ingenti risorse economiche provenienti dal Masterplan e dai Patti restino appannaggio solo di aziende e Lavoratori provenienti da fuori Messina, ne tantomeno che queste risorse servano solo da spot elettorali al candidato di turno. Al di là delle norme, ribadiamo la necessità improcrastinabile di applicare quel Protocollo d’intesa già sottoscritto dalle OO.SS. con l’amministrazione Accorinti, che garantisce l’impiego di maestranze Messinesi“- lo scrive in una nota il Segretario generale Feneal Uil Messina, Pasquale De Vardo.