Unasam scrive ad Oliverio: “Urge cambio di direzione in Psichiatria e Asp 5 di Reggio Calabria”

Unasam scrive ad Oliverio: “non comprendiamo come alla guida della psichiatria e dell’ASP5 di Reggio Calabria possano continuare ad operare chi è responsabile dello sfascio esistente nel settore”

Riportiamo di seguito la lettera aperta che  la Delegata Regionale U.N.A.S.A.M, Immacolata Cassalia, scrive al Presidente Mario Oliverio

    “On.le Presidente,

La tutela della Salute è fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, Per rendere effettiva questa definizione occorre intervenire con politiche adeguate su tutti i determinanti della salute: sanitari, sociali, lavorativi, economici, ambientali. La legge 180 sancendo la chiusura dei manicomi, liberando migliaia di uomini e di donne  restituendo diritti, dignità e cittadinanza alle persone con disturbi mentali. Seppure ostacolata, parzialmente attuata e persino tradita, la legge 180 é potente motore di trasformazione delle istituzioni e di affermazione dei diritti civili e sociali dei soggetti più fragili. Con tale fine l’Associazione U.N.A.S.A.M  non può fare a meno di intervenire ancora una volta sulla annosa questione concernente la gestione della psichiatria nell’ASP 5, che sempre più sprofonda nel baratro dell’assoluta inefficienza,  incompetenza e  tracotanza.  Tutto questo viene consumato sulla pelle dei pazienti e dei familiari, che subiscono l’inefficienza del sistema e che, se osano reclamare i diritti dei propri congiunti si sono visti diventare bersaglio di pesantissime  ritorsioni. Di tutto ciò si è interessata la stampa locale ed i media nazionali: sulla Rai è andato di recente in onda  un servizio che ha evidenziato lo stato di assoluto degrado del Servizio di Psichiatria degli Ospedali Riuniti, le drammatiche  esperienze dei pazienti, nonché le gravissime disfunzioni che imperversano nel settore, le posizioni assunte dai Responsabili , che non adempiono di certo ai loro doveri e che non fanno altro che peggiorare ulteriormente la gravissima situazione. Non sappiamo ( e non è nostro compito comprenderlo e stabilirlo ) se si tratta solo  di incapacità e/o di altro. Ma il risultato è lo stesso : la Psichiatria è sempre più  allo sbando. I ricoveri presso le strutture residenziali sono bloccati ormai da tre anni: un atto di inciviltà, che non può essere certo celato attraverso farraginose interpretazioni di norme. Atto di inciviltà le cui vittime sono i pazienti ed loro familiari. Non esistono centri diurni e tanto meno assistenza domiciliare. Necessita un aggiornamento dei LEA, Dipartimenti di Salute Mentale organizzati nel rispetto dei Progetti Obbiettivo Nazionali Salute Mentale, un finanziamento adeguato per assicurare percorsi di cura e di ripresa, Centri di Salute mentale aperti nelle 24 ore e servizi ad alta integrazione (sociale, sanitaria, lavorativa, abitativa) in cui operano in numero adeguato e con formazione continua – tutte le figure professionali sanitarie e sociali necessarie.  Diverse fra le strutture residenziali esistenti mostrano segni evidenti di inefficienza, abbandono ed incuria: ma il sistema adottato dai Responsabili di settore non premia certo la qualità dei servizi, anzi. In diversi casi chi cerca di operare correttamente, adottando standard elevati, viene paradossalmente penalizzato. Ed in qualche caso diventa anche oggetto di pesantissime ritorsioni. On.le Presidente, siamo certi che lei ha attenzionato il caso,  anche per le innumerevoli segnalazioni e denunce che hanno invaso i media locali, in particolare nell’ultimo periodo. Ed è per questo che non comprendiamo come alla guida della psichiatria e dell’ASP5 di Reggio Calabria possano continuare ad operare chi è responsabile dello sfascio esistente nel settore. Se il fine della Giunta Regionale è quello di  portare l’assistenza sanitaria ed in particolare l’assistenza psichiatrica a livelli dignitosi occorre innanzi tutto e con estrema urgenza, mettere da parte i responsabili dello sfascio, poi passare ad una illuminata riorganizzazione, anche normativa, del settore . Solo così, on.le Presidente , può iniziare il doveroso processo di riorganizzazione ed il governo della Regione Calabria avrà fatto, seppur in ritardo,  il primo e necessario passo in avanti”.