Trapani: blitz antidroga, sottratti al mercato stupefacenti per 150 mila euro

Palermo, 9 apr. (AdnKronos) – L’operazione antidroga della Polizia di Stato di Trapani che all’alba di oggi ha portato in carcere undici persone nel trapanese, ha contribuito a far luce su un vasto traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina che nell’arco di sei mesi “ha consentito di sottrarre al mercato locale stupefacenti per un controvalore di circa 150.000 euro”. E’ quanto dicono gli inquirenti che hanno condotto l’inchiesta. La scorsa estate erano state rinvenute sul territorio di Castellammare del Golfo due vaste piantagioni di marijuana ben allestiste nei fondi agricoli di proprietà dell’italoamericano Giuseppe Galatioto “il quale si era messo in affari con il pregiudicato mafioso alcamese Salvatore Regina”, dicono gli investigatori. Che aggiungono: “Il loro rango di soggetti qualificati nell’ambito della criminalità organizzata e non veniva oltremodo suggellato dalla comune passione delle armi che li ha portati a gestire un modesto traffico puntualmente riscontrato dal sequestro di un fucile a canne mozze, un fucile a pompa di fabbricazione statunitense ed uno a ricarica automatica illegalmente detenuti unitamente a numeroso munizionamento”.
Nel corso delle indagini sono stati riscontrati numerosi episodi delittuosi. “Particolare rilievo assumeva il rinvenimento di un fucile a canne mozze e relativo munizionamento operato la mattina del 12.06.2017 presso l’abitazione di Rosa Casto, dove sono stati scoperti circa due chili e mezzo di marijuana abilmente occultata nel terreno di pertinenza dell’abitazione della donna”.
Altra vicenda “che ha evidenziato l’alto grado di pericolosità di Salvatore Regina, 58 anni, e del suo entourage familiare riguarda l’attività estorsiva consumata in pregiudizio di un castellammarese il quale, a fronte di un debito insoluto di circa 5000 euro per precedenti cessioni di stupefacenti, veniva fatto oggetto di pesanti minacce di morte e costretto, in caso di insolvenza, a pagare con la cessione forzata della propria autovettura che aveva un valore sicuramente superiore al debito contratto.”, dicono gli inquirenti.

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