Sicilia, riforma istituti case popolari: ANIA chiede un incontro con il presidente Musumeci

Un’altra proposta di riforma avanzata dagli istituti autonomi case popolari (IACP) in Sicilia. Il sindacato ANIA chiede un incontro al presidente della regione Musumeci per conoscere le linee guida

Anche questo governo prova e promette di riformare il comparto dell’edilizia residenziale pubblica con  l’istituzione di un’Agenzia per la casa e l’Abitare Sociale siciliana (ARCAS), per dare nuova vitalità alle politiche abitative della Regione Siciliana. Il sindacato inquilini ANIA SICILIA è sempre stato favorevole ad una gestione regionale dell’edilizia popolare anziché ad una frammentazione assurda del delicatissimo comparto E.R.P. con la presenza sul nostro territorio di ben 10 IACP che sulla carta dovrebbero gestire e coordinale il mercato della casa per quei siciliani che per condizioni economiche e sociali “difficili” in cui vivono, non sono in grado di partecipare al mercato immobiliare privato. Ben 10 IACP perché per dare maggior valore all’apoteosi dell’assurdo da sempre sul territorio provinciale catanese ne esistono due. L’attuale struttura territoriale degli IACP si traduce di fatto in ben 10 consigli di amministrazione, in 10 enti che rilasciano incarichi tecnici, contabili e legali per la loro gestione con un enorme esborso di denaro che annualmente solo per questo supera abbondantemente i 120 mila euro annui. A partire dal vecchio Governo Cuffaro in poi, ogni Presidente regionale si è cimentato nel tentativo di riformare il settore, ormai incancrenito, senza alcun successo ed anche il Presidente Musumeci ha deciso di inserire nella legge finanziaria un articolo che ne prevede l’ennesima riforma senza però prevederne l’impianto amministrativo ed operativo.

Da tempo ANIA chiede con forza che si metta la parola fine allo spreco assoluto a cui purtroppo ci stiamo abituando nel comparto Casa. Ricordiamo che gli IACP in Sicilia gestiscono circa 55.000 alloggi su un totale di circa 65.000 alloggi di proprietà pubblica ed a fronte di una richiesta che supera abbondantemente le 450 mila domande. Di questi alloggi poco più del 22%, quindi oltre 14.000 unità,  risultano occupate abusivamente innescando un mercato nero di compravendite immobiliari tra disperati spesso gestito dalla malavita locale. Le punte di questo inquietante ed illegale mercato si hanno principalmente, manco a dirlo, nei quartieri poveri di Palermo Catania e Siracusa e le mancate assegnazioni degli alloggi con i mancati aggiornamenti delle graduatorie di assegnazione non fanno altro che alimentare questo mondo di illegalità manifesta ma di fatto non combattuta. Altro fronte dolente della malagestio degli alloggi pubblici da parte della pletora di IACP siciliani è il mancato pagamento dei canoni di locazione da parte degli assegnatari e la gravissima “disattenzione” della mancata riscossione da parte degli enti a questo incaricati. Dagli ultimi dati pervenuti siamo ad oltre 300 mila euro di morosità dei quali circa il 60% risulta ormai inesigibile.

Ad aggravare l’assurdità gestionale del comparto, da anni si assiste all’applicazione sistematica della legge del più forte; Chi negli anni ha occupato abusivamente, fuori da ogni diritto, l’alloggio è stato di fatto “graziato dallo Stato”. Invece di far rispettare la legge e far rispettare le graduatorie esistenti, anche se vetuste e non aggiornate, assegnando gli alloggi a chi ha fatto domanda, con una norma assurda gli IACP hanno di fatto sanato l’abuso facendo pagare agli occupanti un canone mensile di 52 euro. E pure in questo caso a fronte di tale irrisorio canone mensile, anche tra chi ha occupato abusivamente l’alloggio, esiste una notevole morosità che si aggira a circa il 35% del dovuto. Per ultimo a causa della lunga crisi economica che ha investito l’Italia e la Sicilia in particolare, la richiesta di alloggi pubblici da parte di cittadini disperati e senza lavoro è cresciuta esponenzialmente creando un enorme disagio sociale che per la mancanza di una politica della Casa seria e concreta rischia di deflagrare in una guerra tra poveri insanabile. Ci chiediamo, oltre alla delinquenza organizzata e mafiosa, a chi giova questo andazzo? L’ANIA chiede di incontrare il Presidente Musumeci affinchè si possa conoscere l’esatta riforma preventivata nella legge finanziaria e poter dare il proprio apporto e conoscenza del comparto alla sua stesura.