Sicilia: redditi Ars, dalla stacanovista politica alla grillina al primo lavoro

Palermo, 11 apr. (AdnKronos) – “Credo che non ci sia nulla di cui vergognarsi. Non ho motivo né di giustificarmi né di vantarmi”. Cateno De Luca, il ‘Paperone’ dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, al clamore mediatico ci è abituato. “Dopo 17 procedimenti penali e due arresti, da cui sono uscito sempre incensurato…” dice all’Adnkronos. Alla ribalta della cronaca, l’istrionico parlamentare di Sicilia Vera, iscritto al gruppo Misto, è tornato questa volta non per vicende giudiziarie o ‘intemperanze’ d’Aula come quando protestò a Palazzo dei Normanni nudo e coperto dalla bandiera della Trinacria dalla pancia in giù con in mano un pinocchio di legno e una bibbia per essere stato escluso dalla commissione Bilancio, ma per il suo record personale: quasi 600mila euro di redditi lordi dichiarati. Una cifra che lo distacca, e di parecchio, dal secondo classificato, messinese anche lui ma del Pd, Franco De Domenico, con ‘appena’ 207mila euro.
“Sono 600mila euro lordi e la metà li ho versati nelle casse dello Stato, pagando le tasse – aggiunge -. In ogni caso, non c’è nulla di strano. Per anni sono stato direttore generale di 8 enti nazionali Fenapi Group, a giugno mi sono licenziato e ho ricevuto gli arretrati”. E così i suoi redditi hanno subito un’impennata perché “mediamente guadagno tra i 250mila e i 300mila euro”. Merito della decisione, maturata negli anni di impegno pubblico, di “conciliare il lavoro con la politica”. Anche se “adesso ho deciso di dedicarmi solo a quest’ultima”. E pazienza se la prossima dichiarazione dei redditi non sarà più da Paperone. “Conduco una vita morigerata e tra un paio d’anni finirò anche di pagare le spese legali dei miei processi, riuscirò a vivere anche con meno” scherza, rivendicando con orgoglio la paternità della Fenapi, che gli ha consentito negli anni di accumulare un reddito di tutto rispetto.

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