Sicilia: intercettazione fantasma, legali Crocetta ‘risarcimento non adeguato’

Palermo, 4 apr. (AdnKronos) – “La sentenza riconosce la natura diffamatoria non soltanto del primo articolo del 16 luglio 2015 ‘Mettiamoci un Crocetta sopra. La Borsellino va fatta fuori come il padre’, ma anche dei successivi cinque articoli ed editoriali in cui L’Espresso confermava l’esistenza dell’intercettazione, nonostante le smentite provenienti dalle Procure siciliane. Il giudice rigetta con ampia motivazione le eccezioni dei giornalisti sul diritto di cronaca e riconosce l’esistenza di un danno psicologico subito da Rosario Crocetta”. A dirlo sono Vincenzo Lo Re e Michele Romano, legali dell’ex governatore siciliano, Rosario Crocetta, dopo la sentenza del giudice civile del Tribunale di Palermo, Cinzia Ferreri, a risarcire “in solido” 56mila euro all’ex governatore per gli articoli pubblicati sul settimanale nel 2015.
“Tuttavia non appare congrua la quantificazione del danno – aggiungono gli avvocati -, avuto riguardo alla molteplicità degli attacchi e alle gravi conseguenze per l’immagine personale e politica di Rosario Crocetta. Basti pensare che in corso di causa il precedente giudice istruttore aveva proposto una transazione a 100.000 euro rifiutata dall’Espresso, basti pensare che ancora oggi sui social qualcuno scrive che Crocetta è quello che voleva morta Lucia Borsellino. Non c’è altro da aggiungere per dare la misura dell’amarezza che ancora oggi prova il nostro assistito per questa incredibile vicenda” concludono Lo Re e Romano.

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