Sanità Reggio Calabria, stabilizzazione precari al palo. Fp Cgil: “Quali sono gli ostacoli?”

La Fp Cgil Reggio Calabria scrive al Direttore Generale del Grande Ospedale Metropolitano per i ritardi nelle stabilizzazioni del personale precario  e il possibile nuovo blocco del turnover

La Segretaria Generale della FP CGIL Reggio Calabria, Alessandra Baldari, scrive al Direttore Generale del Grande Ospedale Metropolitano esprimendo forte preoccupazione per il ritardo sulle stabilizzazioni del personale precario che possiede i requisiti richiesti dalla normativa recente. Tale apprensione, scrive la FP CGIL, nasce anche da un possibile nuovo blocco del turnover che farebbe ricadere la sanità calabrese e quella della città metropolitana, in particolare, in quella stagione depressiva di ristrettezze delle politiche del personale che tanto danno hanno portato all’assistenza sanitaria.Se è vero, come scrive Il Sole 24 Ore, che le aziende sanitarie sono aziende labour intensive, si capisce quale potrebbe essere l’impatto per un nuovo blocco delle assunzioni. La FP CGIL di Reggio Calabria apprezza i benefici ottenuti per una migliore efficienza dei servizi, grazie alle recenti immissioni di nuovo personale necessario per l’attivazione delle nuove strutture (come ad es. la cardiochirurgia ormai riferimento importante per tutta la Regione).Assunzioni di Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitari finalmente, così come le nomine di primari, le cui procedure sono state espletate in un tempo ragionevole  da parte delle strutture amministrative aziendali. Ma proprio per tutto questo la FP CGIL non comprende ora il ritardo nella stabilizzazione del personale avente i requisiti normativi. Quali sono gli ostacoli? Il recente D.lgs. n. 75/2017, infatti, snellisce parecchio i processi per sanare l’abominio del precariato e in particolare la CGIL ricorda al dott. Benedetto anche i recenti Protocolli d’intesa, sottoscritti il 19 dicembre 2017 per il comparto, e il 17 gennaio scorso per la dirigenza, con la struttura commissariale, le altre aziende sanitarie e ospedaliere (compreso il grande Ospedale Metropolitano) e con quasi tutte le organizzazioni sindacali (tranne qualche sigla autonoma). Il fine di tutti i sottoscrittori: superare il precariato ormai storico della sanità calabrese ed evidenziare la carenza di organico del SSR. Molte aziende hanno colto già colto l’occasione elaborando ed adottando gli atti conseguenziali. Perché l’HUB della città metropolitana non  lo fa? La FP CGIL invita il Direttore a non indugiare oltre e ad attivarsi celermente, perché, mai come in questo momento, la possibilità del superamento del precariato è così facile da raggiungere. Con i commi 1 e 2 dell’art 20 del Decreto “Madia” (D.lgs. 75/2017), il legislatore esprime la chiara volontà di valorizzare, una volta per tutte, le esperienze lavorative. In particolare questa ratio, leitmotiv di tutta la normativa sul superamento del precariato nella pubblica amministrazione, ha un maggior impatto nel comparto sanitario dove l’esperienza acquisita ha risultati diretti sull’efficienza e sulla qualità delle prestazioni. La FP CGIL chiede, al Direttore Generale di procedere senza più alcun indugio all’applicazione, in particolare, del comma 1 dell’art 20 del decreto Madia, naturalmente dopo averne accertato, il possesso dei requisiti richiesti. Inoltre, si rammenta che  nell’ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale sono stanziate nuove risorse che sono state ripartite alla regione Calabria in conformità dell’art 1 comma 409 della legge 232/2016 e che prevedono una finalizzazione  per il concorso al rimborso per  gli  oneri  derivanti  dai processi di assunzione e stabilizzazione del personale  da svolgere ai sensi  delle  disposizioni  recate dal primo e secondo periodo del comma 543  del  medesimo  articolo  1 della legge n. 208 del 2015. La quota per la nostra regione ammonta a 2.406.263 €.  Ogni azienda ha il suo stanziamento.