Sanità: aggressioni in corsia, medico ‘situazione pesante, abbandonati da tutti’ (2)

(AdnKronos) – Intanto, l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo corre ai ripari. E per fronteggiare l’ondata di violenza in corsia ha disposto la videosorveglianza in tutte le 91 guardie mediche di Palermo e provincia. Telecamere e non solo. I medici, infatti, potranno contare su un dispositivo di protezione che si attiva in caso di aggressione in modo da garantire un intervento immediato di forze di polizia e vigilanza. Un’iniziativa lodevole per il direttore del Trauma center di Villa Sofia che arriva, però, in “colpevole ritardo”. “Si tratta di misure che chiediamo da tempo – dice -. Molte strutture come il Civico e Villa Sofia si nascondono dietro la scusa che le telecamere sono state osteggiate dai sindacati. Una falsità. Le aree comuni devono essere soggette alla videosorveglianza che può essere un deterrente in questo momento”.
Insomma per il direttore del Trauma center di Villa Sofia e consigliere dell’Ordine dei medici di Palermo l’idea della videosorveglianza nelle guardie mediche è “una buona idea da estendere anche agli ospedali” nell’attesa di adottare “soluzioni facili da trovare se si ascoltassero le persone competenti e non sempre gli stessi soggetti che hanno portato al disastro della sanità”. Alla base dei ritardi nell’adozione della videosorveglianza, secondo Iacono, potrebbero esserci “ragioni economiche, forse in questi anni si è pensato che fosse uno strumento marginale”. Ma le ragioni dell’escalation di aggressioni negli ospedali vanno ricercate nei “gravi problemi strutturali, che mi auguro possano essere affrontati al più presto”.

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