Reggio Calabria: annullata la deliberazione sulla tariffa per la pista di pattinaggio “Pino Labate”

Il Tar di Reggio Calabria annulla la deliberazione sulla tariffa per la pista di pattinaggio “Pino Labate”

l Tar di Reggio Calabria ha annullato la deliberazione della Giunta Comunale reggina dell’11 Aprile 2017 n° 76 nella parte in cui si riferisce alle tariffe per la pista pattinaggio “Pino Labate”, per difetto d’istruttoria, con conseguente assorbimento di tutte le ulteriori censure. In particolare il Tar ha sancito che “non può ritenersi inapplicabile tout court la tariffa utilizzata dalla F.I.H.P. , che, peraltro, conferma la media oraria nazionale di euro 10”. “La tariffa media nazionale degli impianti di pattinaggio – spiega la Società Sportiva Calabria presieduta da Emilia Labateè stata individuata dal CONI/FIHP, in 10 euro, mentre il nostro Comune ha approvato una tariffa stratosferica di 73,96 euro per il diurno e 92,45 euro per il notturno. Il pattinaggio reggino rappresenta un’eccellenza nel nostro territorio, basti pensare che risale all’anno scorso l’ultima vittoria in campo nazionale della pattinatrice Martina Gattuso della nostra società. Dunque si tratta di un patrimonio sociale che poteva essere disperso, ma che oggi viene garantito dall’intervento del Tar, che accoglie la richiesta di annullamento delle tariffe della pista di pattinaggio “Pino Labate”, prodotta dalla Società Sportiva Calabria e dai suoi atleti”. Proprio gli atleti della Società Calabria, nel rafforzare l’azione intrapresa dal loro club hanno ricordato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nella sua recente visita al CONI ha ricordato che “Lo sport deve essere garantito a tutti a prescindere dal reddito. Gli organismi dello sport hanno il compito di allargare la propria base e di tenere insieme la cura delle eccellenze e la partecipazione dei praticanti“. Gli atleti reggini, inoltre hanno ribadito che: “E’ ingiusto che la pista di pattinaggio “Pino Labate” sia trasformata in uno strumento  di  esclusivo  guadagno  privato  ed  imprenditoriale,  senza  che venga  garantita  la  sua  elevata  funzione  sociale  e  sportiva. Il pattinaggio artistico a rotelle è uno sport dilettantistico, gli atleti sono ragazzi in larga parte giovanissimi, in età scolare, che si dedicano a questa disciplina per passione  e  non  per  professione. E’ uno sport confinato nei  propri ristretti ambiti e solo un seguito di appassionati e tanta passione lo tengono in  vita. Ma questi  atleti  hanno  gli  stessi  diritti  e devono avere le stesse opportunità di tutti gli altri pattinatori d’Italia. Si tratta di ragazzi che hanno investito  la loro  passione  nella  bellezza  del  pattinaggio artistico,  nella  convinzione  di  raccogliere  i frutti  dei  sacrifici  sportivi,  nella  speranza  di poter gareggiare in campo nazionale e magari di poter anche vincere. L’esistenza stessa della nostra disciplina, dunque, già colpita  dalla chiusura momentanea del Parco Caserta, è stata messa a dura prova a causa dell’anomala ed illegittima lievitazione dei costi d’ingresso nell’unica pista di  pattinaggio reggina. Come atleti e appassionati di pattinaggio chiediamo di poter continuare a praticare questo sport, sulle orme di chi ci ha preceduto e nel solco di una grande tradizione sportiva che caratterizza e riempie d’orgoglio il nostro territorio”.