Reggio Calabria, Falcomatà consuma il suo definitivo suicidio politico in occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Comunità del Parco d’Aspromonte

Reggio Calabria, il definitivo suicidio politico di Falcomatà nelle manovre per l’elezione del nuovo Presidente della Comunità del Parco d’Aspromonte: adesso il Sindaco non riesce a controllare neanche i suoi

Che Falcomatà sia un Sindaco politicamente sempre più debole lo avevano già capito tutti pochi mesi fa, quando in occasione delle elezioni politiche non era riuscito a posizionare nelle liste della sua coalizione alcun uomo del suo gruppo: così i parlamentari reggini che sono stati eletti o sono andati vicini all’elezione sono stati quelli delle opposizioni e dagli altri partiti (il Centro/Destra e il Movimento 5 Stelle), praticamente tutti tranne quelli che amministrano la città e la regione da ormai quasi 4 anni.

Il definitivo suicidio politico, però, Falcomatà l’ha consumato nei giorni scorsi in occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Comunità del Parco d’Aspromonte. L’epilogo, venerdì scorso, con l’elezione all’unanimità dall’Assemblea del Sindaco di Africo, Francesco Bruzzaniti, espressione del Centro/Destra ma votato all’unanimità dei presenti anche da Sindaci di chiara provenienza Pd o comunque del Centro/Sinistra. E la caduta di Falcomatà è doppia e clamorosa per un Sindaco Metropolitano.

Da oltre due mesi, infatti, era scaduto il mandato del presidente della Comunità del Parco, Giuseppe Zampogna: in queste settimane la reggenza dell’Organo consultivo del Parco (del quale fanno parte i rappresentanti dei 37 comuni del Parco più Città Metropolitana e Regione Calabria) è stata affidata al Sindaco più anziano, così come da regolamento, nella persona di Francesco Cuzzola, Primo Cittadino di Bruzzano. Solo a lui, per legge, era consentito di convocare la riunione con all’ordine del Giorno il rinnovo delle cariche elettive.
Ma Falcomatà ha provato ad allungare la mano sulla Comunità e con una lettera ha invitato tutti i sindaci Sindaci (ignorando sia il ruolo di Cuzzola, sia i rappresentanti istituzionali dell’EPNA) ad un incontro per il 10 aprile scorso a Palazzo Alvaro, “per potere avviare una intensa e proficua attività propositiva per il Nostro Parco” così come scriveva nella missiva Falcomatà.

Chiaro il tentativo del Sindaco di Reggio che, nelle intenzioni, avrebbe voluto condurre e gestire l’elezione del Presidente, scegliendo magari lui il nome, e spingendosi anche oltre: “Vi prego – scriveva ancora nella lettera – di volere confermare, nel più breve tempo possibile, la disponibilità per tale data al fine di poter validamente convocare, ai sensi dell’art. 23 c. 4 dello Statuto, la riunione della Comunità del Parco”. Cosa che non avrebbe sicuramente potuto fare lui, per legge. Ma solo Cuzzola.

Il risultato dell’azione politica di Falcomatà è stato devastante: a fronte della chiamata “alle armi”, dei 37 sindaci coinvolti solo in 4 si sono presentati all’incontro con il primo cittadino e, tra essi, il suocero dello stesso sindaco. Una caporetto, quasi una figuraccia politica per quello che dovrebbe rappresentare il Sindaco di oltre 90 comuni componenti la Città Metropolitana.

Non soddisfatto, Falcomatà ha continuato a collezionare “autogol” anche nella riunione ufficiale di venerdì scorso, quella convocata dal Presidente anziano così come stabilito dal Regolamento. La strategia dell’esponente del Pd era chiara: far mancare il numero legale e far saltare le votazioni.E infatti ne’ lui ne’ un suo delegato si sono presentati alla convocazione ufficiale (per il “nostro Parco“…fino ad un certo punto dunque!): Comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana assenti. Un’assenza pesantissima anche nei confronti di tutte le comunità che animano il Parco dell’Aspromonte.

Il risultato per Falcomatà è anche qui sbalorditivo: Bruzzaniti è stato eletto all’unanimità dei presenti (quasi l’85% dei convocati) ed anche gli esponenti del centrosinistra prendono le distanze dall’azione politica di Falcomatà bocciando, se ancora ce ne fosse bisogno, la sua assenza e, anche il suo comportamento. E’ il definitivo suicidio politico di un Sindaco che non riesce più a controllare neanche i suoi.