Reggio Calabria, disoccupato 38enne morde una pecora e pubblica il video su Facebook: rischia il carcere [FOTO e DETTAGLI]

L’uomo ripreso nel filmato è stato immediatamente rintracciato e condotto presso la Stazione dei Carabinieri di Cinquefrondi

Nel corso del pomeriggio i militari della Compagnia Carabinieri di Taurianova hanno deferito all’Autorità Giudiziaria, R.F. cl. 1980, di Anoia (RC), disoccupato, con precedenti di polizia per minaccia e violenza a pubblico ufficiale, poiché ritenuto responsabile di aver maltrattato un animale, riprendendo il fatto attraverso un video, poi pubblicato su internet. Nel corso della giornata alla Centrale Operativa della Compagnia di Taurianova sono giunte numerose segnalazioni telefoniche di privati cittadini che hanno riferito la diffusione nei social network di un video raffigurante un uomo intento a mordere con veemenza una capra, evidentemente impaurita e sofferente. Immediati accertamenti svolti della Stazione Carabinieri di Cinquefrondi consentivano di identificare l’uomo ripreso nel filmato, che è stato immediatamente rintracciato e condotto presso la locale Stazione.

Successivamente i Carabinieri, con l’ausilio di Personale veterinario dell’A.S.P. di Reggio Calabria e delle guardie Ecozoofile di Cittanova e Reggio Calabria, hanno svolto un controllo amministrativo e sanitario presso una stalla di Anoia (RC) nella disponibilità dell’uomo, al fine di verificare lo stato di salute degli altri animali presenti. Nel corso della verifica sono stati rinvenuti nove ovi-caprini, quattro suini e cinque cani, privi di tracciabilità, mediante l’obbligatoria identificazione e registrazione, prevista anche per garantire un costante controllo sanitario. Gli animali sono stati quindi sottoposti a sequestro sanitario preventivo, in attesa dei successivi provvedimenti dell’A.S.P. di Reggio Calabria, e sono state elevate sanzione amministrative per diverse migliaia di euro. L’uomo, oltre al pagamento delle sanzioni comminate, dovrà quindi rispondere del reato di maltrattamento di animali che prevede una pena dai 3 ai 18 mesi di reclusione e una multa dai 5.000 ai 30.000 euro.