Reggio Calabria, CGIL: “in Consiglio Regionale si continua a favorire determinate fasce di dipendenti”

Reggio Calabria, CGIL: “in Consiglio Regionale si continua a favorire determinate fasce di dipendenti”

“In Consiglio regionale si continua ad operare con lo stesso metodo di sempre, favorendo determinate fasce di dipendenti a discapito di altre. L’ultima ‘chicca’ a pochi giorni dall’elezione della nuova RSU, di fatto già spogliata di ogni possibilità di contrattazione decentrata sul nuovo contratto 2018, collegato al nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli EE.LL. ormai ad un passo dall’approvazione, riguarda  la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria (Burc N. 41 del 9 aprile 2018),   della Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale che autorizza il Presidente della Delegazione trattante alla sottoscrizione della preintesa relativa al Contratto Collettivo Decentrato Integrativo del personale del Consiglio, per l’anno 2018, ma collegato all’ormai superata intesa di otto anni fa. Un documento non sottoscritto  dalla Funzione Pubblica CGIL, perché prevede  una disciplina transitoria delle modalità di utilizzo delle risorse decentrate in attesa della sottoscrizione definitiva del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale,  la cui preintesa è stata siglata il 21 febbraio scorso, per poi passare al vaglio del Mef ed oggi approvata in Consiglio dei Ministri per cui ora si attende la certificazione della Corte dei Conti. La FPCgil, infatti, ritiene che sia stato del tutto inopportuno concordare l’ultrattività di un contratto decentrato regolato da un Contratto Nazionale superato dalla preintesa che sarà presto sottoscritta, proprio perché essa è fortemente innovativa riguardo a molti istituti, tra cui innanzitutto l’istituzione di una ulteriore categoria economica per ogni area, che invece sarà penalizzata qualora la progressione economica orizzontale venisse attribuita con le procedure del vecchio contratto“. Lo scrive in una nota stampa la CGIL Funzione Pubblica.

“Infatti, il nuovo Contratto nazionale prevede che la progressioni economiche siano attribuite in relazione alle risultanze della valutazione della performance individuale del triennio che precede l’anno in cui è adottata la decisione di attivazione dell’istituto, tenendo conto eventualmente anche dell’esperienza maturata negli ambiti professionali di riferimento, nonché delle competenze acquisite e certificate a seguito dei processi formativi (criterio mancante nelle attuali schede di valutazione del personale del Consiglio), la sua decorrenza è fissata alla data del 1° gennaio dell’anno nel quale viene sottoscritto il contratto integrativo che prevede l’attivazione dell’istituto con la previsione delle necessarie risorse, articolo introdotto proprio al fine di evitare tutte le sentenze ed i pareri che sono intervenuti sulle attribuzioni della PEO in vari enti e negli anni, inequivocabile nella sua declaratoria che riforma quanto previsto dal CCNL precedente. Poiché la stessa  preintesa di rinnovo del Contratto Nazionale prevede che sono fatte salve le procedure di attribuzione della progressione economica orizzontale ancora in corso all’atto della sottoscrizione definitiva dello stesso , è evidente che la scelta dell’Amministrazione e di chi ha sottoscritto l’accordo decentrato prevedendo l’ultrattività del vecchio contratto decentrato, magari attivando anche la procedura di attribuzione della progressione economica con le vecchie regole, è  orientata a favorire alcuni e penalizzare altri lavoratori (gli apicali) e tutti coloro che con i nuovi criteri di attribuzione avrebbero potuto ottenere un miglior punteggio. Inoltre la costituzione del fondo delle risorse decentrate anch’essa innovativa, prevede un unico importo consolidato di tutte le risorse decentrate stabili, relative all’anno 2017, comprese quelle dello specifico Fondo delle progressioni economiche e le risorse che hanno finanziato le quote di indennità di comparto, da questo importo consolidato restano escluse le quote a carico del Fondo destinate alla retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative. Solo alcuni esempi per dimostrare che la nuova contrattazione decentrata nella distribuzione delle risorse per l’anno 2018 dovrebbe obbedire alle nuove regole del Contratto Nazionale, tra cui, anche,  alla norma che dispone una rivalutazione del sistema delle indennità e l’aumento degli importi per specifiche responsabilità”, prosegue.   

Così come fortemente innovativa è la parte che stabilisce più materie  oggetto di contrattazione decentrata e un nuovo modello di relazioni sindacali che attribuisce più forza e maggiori prerogative alla RSU. Tutto questo e molto altro, contenuto nel rinnovo contrattuale atteso da più di otto anni, ha determinato la nostra decisione a non sottoscrivere un accordo decentrato che riteniamo intempestivo e strumentale alla campagna elettorale di una parte che con tutta evidenza risponde alle determinazioni dell’Amministrazione, nonostante lo stesso Collegio dei Revisori dei Conti, nel verbale del 27 marzo 2018, evidenzi che “nella disciplina transitoria delle modalità di utilizzo delle risorse decentrate parte economica 2018 viene espressamente indicato che saranno applicati gli istituti contrattuali previsti nel CCDI 2017, alle stesse condizioni e con le stesse coperture finanziarie. Tale applicazione produrrà i suoi effetti fino alla data di sottoscrizione definitiva del CCNL 2016-2018 Comparto Funzioni Locali. Resta inteso che l’Amministrazione, ove necessario (e noi diciamo sarà certamente necessario), dovrà procedere alla rideterminazione del fondo (o a quel che resta di esso) in conseguenza dell’entrata in vigore del predetto CCNL”. E, allora, ci chiediamo perché? Il Nuovo Contratto, sebbene sottoscritto a livello nazionale viene snobbato a livello locale, concordando sulla distribuzione delle risorse con le vecchie regole e compromettendo un Fondo da costituire con nuove regole. Noi riteniamo che il nuovo Contratto Nazionale sarà più vantaggioso per tutti i lavoratori. Pensiamo che anche in questa Amministrazione le nuove regole debbano essere applicate a vantaggio di tutti Riteniamo che la nuova RSU che sarà eletta abbia il diritto di contrattare le risorse del Fondo e tutti gli istituti per come riformati. Ora che il Consiglio dei Ministri ha approvato la preintesa del rinnovo contrattuale e dato che fra qualche giorno la Corte dei Conti certificherà la compatibilità delle risorse, chiediamo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Consiglio Regionale che venga ritirato l’accordo decentrato sottoscritto e si torni a contrattare applicando tutti gli istituti del Nuovo Contratto Nazionale” concludono i candidati RSU.