Reggio Calabria, arrestati 4 imprenditori: la soddisfazione del Prefetto

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Arrestati quattro imprenditori reggini ritenuti associati o contigui alle cosche mafiose dei “De Stefano” e dei “Tegano”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Ancora un durissimo colpo inferto alle organizzazioni criminali dalla squadra Stato: nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno tratto in arresto quattro imprenditori reggini ritenuti associati o contigui alle cosche mafiose dei “De Stefano” e dei “Tegano”, operanti nel Capoluogo, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, abusivo esercizio dell’attività finanziaria e concorso in estorsione, aggravati dall’aver agito per favorire le cosche di riferimento.

L’articolata e prolungata attività investigativa ha consentito, inoltre, il deferimento in stato di libertà di 7 soggetti, fittizi intestatari delle società riconducibili agli imprenditori indagati, e il sequestro preventivo d’urgenza di 16 società, 120 unità immobiliari, 21 terreni per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro.

Il Prefetto Michele di Bari ha rivolto un messaggio di apprezzamento e di vivo compiacimento al dr. Gaetano Paci, Procuratore reggente della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ai Sostituti Procuratori dr. Stefano Musolino e dr. Walter Ignazitto al Comandante Provinciale dei Carabinieri e agli uomini e alle donne dell’Arma che hanno operato con determinazione e straordinario impegno.

Le eccellenti operazioni di Polizia di questi giorni, risultato di un tenace e rigoroso lavoro di intelligence e di altissima professionalità, sono una ulteriore testimonianza della forza e della  capacità dello Stato di individuare il complesso sistema di relazioni sociali ed economiche che ha consentito la progressiva estensione della ’ndrangheta oltre il territorio d’origine, pregiudicando la libertà d’impresa e alterando la stessa struttura produttiva. Non bisogna quindi abbassare la guardia e continuare sulla strada di efficaci strategie di prevenzione e  di contrasto mirate al ripristino della legalità, valore etico e  fondamento  imprescindibile di ogni civile convivenza”.